Come aprire un ristorante di successo? I consigli di Ilaria Legato e Nicoletta Polliotto nel libro Creative Restaurant Branding

Oggi un ristorante non è più (solo) un luogo poetico a gestione familiare, ma una vera e propria azienda da guidare nel migliore dei modi per far quadrare i conti. Qui i consigli di Ilaria Legato e Nicoletta Polliotto per centrare l’obiettivo.

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Il libro

Quante nuove aperture di ristoranti si registrano ogni giorno? E quanti ristoranti si contano oggi su tutto il territorio nazionale? Le cifre potrebbero risultare sbalorditive, e se per un cliente è difficile districarsi nella scelta del ristorante che possa soddisfare le sue esigenze del momento, è altrettanto sfidante per un ristoratore distinguersi nel mare magnum della concorrenza.

Sono queste le riflessioni da cui possiamo partire prima di accingerci a sfogliare le pagine del bel manuale “Creative Restaurant Branding” scritto a 4 mani dalle due amiche e colleghe Ilaria Legato e Nicoletta Polliotto. Le due esperte in marketing e comunicazione – Ilaria si occupa di Brand e Food Design per il mondo dell’ospitalità, è docente allo IED ed è promotrice di eventi sul food design; Nicoletta invece è digital project manager, esperta di Food & Restaurant Marketing and Identity – hanno raccolto le proprie energie ed esperienze nel momento più buio per questo settore, durante quella pandemia che ha bloccato l’economia ristorativa. E forse è stato questo stop che ha dato la giusta spinta di Archimede, funzionale alle aziende coinvolte a ripensare al settore. L’offerta debordante richiede di riconsiderare la ristorazione secondo parametri che fino a pochi anni fa erano pensabili solo per altri ambiti, dalla moda al design e financo all’industria agroalimentare, ma non certo rivolti a un locale in cui si va per nutrirsi per poche ore.

Eppure, nell’economia odierna un ristorante non è più un luogo poetico a gestione familiare, ma una complessa macchina in cui oltre al buon cibo si devono osservare dinamiche stratificate da orchestrare nel migliore dei modi per far quadrare i conti. Un ristorante è un’azienda a tutti gli effetti, e tra le altre cose necessita di esercitare un certo appeal per potersi distinguere. Ecco, quindi, che anche alla ristorazione serve potersi costruire un’immagine attraente che possa mettere in luce la bontà della cucina e della sala. La risposta arriva dal marketing e dalle leggi della comunicazione di cui un bravo ristoratore deve dotarsi.

In 270 pagine si eviscera il problema e si spiega con dovizia come costruirsi l’appeal ideale per essere competitivi sul mercato, a partire dall’ABC più elementare, l’importanza di creare un brand – di cui si dà la definizione: “deriva dall’inglese e significa marca. È come un’essenza che rimane impressa e vive nella testa e nel cuore di un individuo, evocando una serie di valori, emozioni e sentimenti che sono precostituiti e che ne delineano il posizionamento nel mercato”.

Si spiega il legame intrinseco che deve contribuire al continuum armonico e coerente, che ha il cuore pulsante nella filosofia della cucina, e che si allunga certo alle persone che vi lavorano, col loro aspetto e i loro gesti, e che coinvolge anche altri dettagli, dalla creazione del menu con i suoi risvolti più concreti, il logo, il carattere, la carta, la necessità di creare uno storytelling che racconti la nostra azienda. Tutto può e deve incuriosire, sorprendere o confortare. Esattamente come questo libro, ben tratteggiato anche per le voci autorevoli di esperti e professionisti chiamati a dare il proprio contributo più pratico, in modo da poter spiegare il marketing senza che resti una materia astratta. Schemi, diagrammi, fotografie (di Lido Vannucchi), rendono la lettura più agevole, e per riprendere fiato, tra un capitolo e l’altro, si può inquadrare il QR code e ascoltare una playlist di grandi brani musicali pop e rock – come una volta in tv si assisteva a quegli intermezzi musicali detti “Intervallo”.

Un’opera essenziale per capire come muoversi in quest’epoca, un vademecum di sapere condiviso che può realmente essere uno strumento per chi voglia gestire un’azienda senza restare nell’ombra, valido anche per tutti i professionisti della comunicazione che contribuiscono a rendere questo settore sempre più affascinante.