1500 anni per la cantina sepolta più grande del mondo: scoperta in Israele un’enorme azienda vinicola bizantina

Un grande complesso vinicolo di epoca bizantina è stato portato alla luce dagli archeologi in Israele, offrendo ulteriori prove dello sviluppo enogastronomico nella regione.

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Una scoperta fondamentale per certificare la qualità della produzione vitivinicola in epoca antica: è quella fatta dagli archeologi che lavorano per l’Israel Antiquities Authority (IAA), che hanno riportato alla luce una struttura dalle enormi dimensioni risalente al periodo bizantino. Il recente ritrovamento ha permesso di mostrare come la città israeliana di Yavne fosse una vera e propria potenza mondiale del vino circa 1500 anni fa, come riportato in una nota ufficiale dell’IAA. Grazie alla presenza di cinque torchi per il vino e quattro grandi magazzini gli esperti hanno potuto quantificare in circa due milioni di litri la produzione annua della struttura.

Yaniv Berman per Israel Antiquities Authority

Il vino di Gaza era un vino distintivo che proveniva da questa zona della parte meridionale della pianura costiera” ha affermato il dott. Jon Seligman, archeologo e co-direttore dello scavo per conto dell’IAA.

Crediti Tsafrir Abayov

L’equipe ritiene che il sito fosse specializzato in quello che è noto come vino di Gaza e Ashkelon: “Dobbiamo renderci conto che questo era un vino di prestigio. Era un vino bianco leggero poi commercializzato in paesi del Mediterraneo”, ha aggiunto Seligman, spiegando alcuni dettagli della scoperta in un video pubblicato sul canale YouTube della IAA. Si ritiene che i vini di questa ‘fabbrica’ siano stati esportati in quelli che oggi sono l’Egitto, la Turchia e la Grecia, nonché forse nel sud Italia.

Yaniv Berman per Israel Antiquities Authority

Oltre alle esportazioni, ci sono anche importanti prove che testimoniano quanto la gente del posto bevesse regolarmente vino. “Alla gente piaceva bere vino, oltre che per il suo gusto piacevole, perché rappresentava una delle principali fonti di nutrimento: l’acqua era spesso contaminata in quell’epoca” ha detto Seligman. Accanto ai torchi, che coprivano ciascuno una superficie di circa 225 metri quadrati, il team di scavo ha scoperto i cosiddetti ‘vasi di Gaza’, che all’epoca erano noti per essere comunemente usati per la conservazione del vino. Nel sito sono stati rinvenuti anche forni per la cottura di anfore di argilla.

Crediti Tsafrir Abayov

Seligman e i suoi colleghi, il dottor Elie Haddad e Liat Nadav-Ziv, hanno affermato di essere rimasti sorpresi nello scoprire quanto sofisticata fosse l’organizzazione del commercio del vino.

Yaniv Berman per Israel Antiquities Authority

Inoltre le nicchie decorative a forma di conchiglia, che adornavano i torchi, stanno ad indicare la grande ricchezza dei proprietari della fabbrica. Lo scavo fa parte di un progetto biennale che coinvolge dai 200 ai 300 lavoratori al giorno ed è collegato ai piani delle autorità locali per sviluppare un nuovo quartiere nell’odierna Yavne. L’IAA ha ringraziato l’Israel Land Authority e i funzionari di Yavne per la loro collaborazione nello scavo della cantina. Gli archeologi che lavorano in altre parti d’Europa hanno anche ritrovato prove di un commercio di vino nella zona del Mediterraneo risalente a circa 2000 anni fa.

Fonte: decanter.com

Foto per gentile concessione di Israel Antiquities Authority