Perde due stelle Michelin e festeggia: “Era solo un peso”. La confessione shock dello chef Bruno Chemel

“Seguendo gli standard della Guida non mi sentivo più libero di fare quello che volevo”. La confessione di Bruno Chemel, proprietario del ristorante Baumé di Palo Alto.

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La notizia

Di solito si brinda quando la stella Michelin viene assegnata, ma in questo caso non è così. Lo chef Bruno Chemel del Baumé di Palo Alto, infatti, nei giorni scorsi ha festeggiato per essere stato rimosso dalla guida Michelin e aver definitivamente perso le 2 stelle che ormai da anni affiancavano il nome del suo ristorante. In un comunicato stampa, Chemel ha voluto sottolineare che tecnicamente non ha perso le sue stelle, ma è semplicemente stato rimosso dalla guida dopo averlo richiesto da almeno quattro anni a questa parte.

Crediti Stephen Lam per the Chronicle

La Rossa finalmente ha acconsentito, sostenendo che Baumé “non si conformava più ai suoi standard”, anche se non ha specificato quali siano questi standard. Un portavoce della Michelin ha semplicemente dichiarato: “Rimuovere una stella è una decisione estremamente difficile; viene confermata da più visite, poiché i premi sono valutati su base annuale. Gli ispettori della Guida Michelin valutano la qualità dei prodotti, l’armonia dei sapori, la padronanza delle tecniche, la personalità dello chef e la coerenza fra i vari menu assaggiati”.

Chemel ha definito quello tra lui e la Michelin un “divorzio perfetto”.Non sono amareggiato. È stato bello detenere due stelle per anni, non sto dicendo che non mi sia mai piaciuto, ma ora che sto invecchiando un po’ mi rendo conto della realtà e mi domando: ‘Cosa voglio fare della mia vita per i prossimi 12 anni?’. Sono giunto alla conclusione che oggi voglio solo accontentare i miei ospiti, senza stress o pressioni“. Le stelle Michelin sono sempre state protagoniste della vita di Chemel, che in passato aveva lasciato Chez TJ a Mountain View (dopo che il ristorante era passato da due a una stella) per aprire Baumé nel 2010 e dimostrare ai critici che si sbagliavano.

Lì aveva poi ottenuto una stella a un solo anno dall’apertura e la seconda l’anno successivo. In un’intervista quattro anni fa lo chef aveva dichiarato di ambire alla terza stella; oggi, invece, dice: “Non è cambiato nulla. Un tempo l’obiettivo era puntare alle tre stelle, ma visto che non è successo, preferisco questa nuova realtà che implica meno stress”.

Crediti Stephen Lam per the Chronicle

Andare controcorrente non è una novità per Chemel; già qualche anno fa, infatti, aveva deciso di non servirsi più del suo staff per gestire il ristorante solamente con sua moglie Christie, lavorando come chef, lavapiatti, maitre e sommelier, limitando le prenotazioni a soli due tavoli e imponendo l’abbinamento dei vini. Ora Baumé è, fondamentalmente, un private restaurant e Chemel mira solamente a soddisfare i suoi clienti abituali, non gli standard Michelin che gli portavano molta pressione. “Seguendo gli standard della Guida non mi sentivo più libero di fare quello che volevo”. Al Baumé ora, quindi, restano solo le guide Michelin d’epoca, in omaggio alla raccolta che suo padre gli aveva regalato un tempo.

 Fonte: sfchronicle.com

Foto di copertina: Crediti LiPo Ching, Bay Area News Group Archives