Dal fallimento totale a 2 stelle Michelin in pochi mesi, la mission Impossible di Josiah Citrin: “La Rossa premia chi ha il coraggio di osare”

Il disinteresse della Michelin, la chiusura per ristrutturazione e il contraccolpo della pandemia: gli ultimi anni, per Josiah Citrin, sono stati un vero calvario. Oltre a rimettersi in gioco, però, lo chef del ristorante Mélisse è riuscito anche a conquistare gli ispettori della Rossa: ecco come.

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La notizia

La storia di Mélisse, istituzione della ristorazione losangelina, ha tanto da raccontare sui tempi complicati che stiamo vivendo. Aperto nel 1999 dallo chef patron Josiah Citrin, era diventato in fretta una delle destinazioni irrinunciabili della California del sud. Il suo stile francese rarefatto, non senza contaminazioni con il contesto e con l’Asia, gli aveva guadagnato nel 2008 due stelle in un colpo, subito confermate nel 2009. Poi la Rossa aveva improvvisamente smesso di valutare i ristoranti locali. Fino al 2019, subito prima della catastrofe mondiale, quando però Mélisse era chiuso per ristrutturazione, dopo un’estenuante trattativa per il rinnovo del contratto di locazione.

Crediti Matfer Bourgeat

La situazione era di totale incertezza: tutto sembrava fluttuare, la location, le cifre, il punto di pareggio aziendale, con l’eccezione dell’attaccamento amoroso per i luoghi. Alla fine, il contratto era stato rinnovato, ma Citrin aveva maturato il desiderio di profondi cambiamenti, fino a decidere di dividere gli spazi in due diversi ristoranti: da una parte il fine dining Mélisse, con i suoi 14 coperti; dall’altra Citrin, ampio locale dotato di 90 posti a sedere, dove assaggiare alla carta alcuni signature dello chef, fra cui l’astice alla bolognese con salsa al tartufo e la sogliola di Dover.

Foto dalla pagina Twitter di Josiah Citrin

Inaugurati nel dicembre 2019, Mélisse e Citrin avevano poi condiviso la sorte turbolenta dei ristoranti di tutto il mondo: all’arrivo del Covid, Citrin e il suo socio Ken Takayama si erano ingegnati come potevano, trasformando l’astice in una portata da delivery per il microonde e il parcheggio in un dehors. L’ambizione tuttavia continuava a covare sotto la cenere della sopravvivenza quotidiana.

Foto per gentile concessione di Mélisse Los Angeles

Di fatto, al momento della riapertura, grazie ai suoi pochi coperti Mélisse ambiva a regalare un’esperienza ancora più esclusiva del passato. In sala era spuntata una presse per l’anatra, mentre in cucina proliferavano tartufi e caviale, sul sottofondo musicale di un nuovo impianto a vinili. Soprattutto il nuovo chef Ian Scaramuzza, già spalla di Corey Lee nel ristorante museo In Situ, creava autentici gioielli, come il toast di astice e il cordon bleu di aletta di pollo.Ha portato molta creatività, divertimento e nuove tecniche”, si compiace Citrin. “Ha così tanto sapere e talento. È solo un altro modo di vedere. Io ho la mia visione, poi arriva un altro stile. E succede che le due cose si fondono a meraviglia”.

Foto per gentile concessione di Mélisse Los Angeles

La notizia è che Michelin è tornata in California e ha appena restituito a Mélisse le sue due stelle, premiando l’evoluzione di un locale in movimento. Ma Citrin ha ancora fame, per gli altri ristoranti del suo gruppo e perché Los Angeles non ha mai avuto un tre stelle. “Noi vogliamo ottenerle sul serio”, dice. “Noi lotteremo per questo”.

Fonte: robbreport.com

Foto di Copertina: Sito web ufficiale Josiah Citrin