Quattro giorni senza cellulari tra le montagne: ecco com’è andato Genesis, l’evento gastronomico rivelazione di Riccardo Gaspari

A Cortina d’Ampezzo, un evento gastronomico senza tecnologia per scoprire la montagna nella sua vera essenza. Il racconto dell’esperienza al San Brite con lo chef Riccardo Gaspari.

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L'evento

A giugno, quando per la prima volta ho parlato con Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini, perché mi raccontassero quello che sarebbe stato GENESIS, ho subito capito che si sarebbe trattato di qualcosa di unico e speciale, mai vissuto prima. Un continuum di tutti i loro progetti: El Brite de Larieto, il caseificio Piccolo Brite, il ristorante stellato SanBrite e il concetto di cucina rigenerativa; ma mai avrei potuto immaginare qualcosa del genere.

GENESIS è stata un’esperienza profonda, direi toccante, che ha permesso a chi ha avuto la fortuna di parteciparvi di riconnettersi profondamente con la natura amando, capendo e rispettando la montagna, e di far vivere a tutti il mondo di Riccardo e Ludovica. Quattro giorni, dal 10 al 13 settembre, per l’edizione zero di GENESIS, in cui gli ospiti della consolidata coppia, nella vita e nel lavoro, hanno vissuto in pieno la vera essenza della Perla delle Dolomiti, che va ben oltre le passeggiate in Corso Italia e lo star system ampiamente diffusi nell’immaginario comune.

GENESIS non è stato solo un evento enogastronomico alla riscoperta “della cucina primordiale”, ma un viaggio a ritroso nel tempo a contatto diretto con i quattro elementi essenziali: fuoco, aria, acqua e terra. Quattro giornate in cui smartphone e social media sono stati banditi, per preservare l’esperienza, ma soprattutto per permettere a tutti di concentrarsi su ogni singola attività e su ogni istante vissuto senza pensare alle foto, al post giusto o alla storia vincente da pubblicare.

A inaugurare i giorni ampezzani dei trenta partecipanti (il numero di posti era limitato) una cena allo storico Rifugio Dibona: un susseguirsi delle creazioni degli chef Valerio Serino (Tèrra, Copenaghen) e Mikael Svensson (Kontrast, Oslo). Nei giorni successivi nulla è stato lasciato al caso, ma grazie a un’eccezionale organizzazione le attività di riconnessione e sinergia con la natura sono state davvero sorprendenti: yoga all’alba immersi nella natura, escursioni in e-bike alla ricerca delle fonti, workshop nel caseificio della famiglia Gaspari, trekking, foraging con Valeria Margherita Mosca, workshop artistici con Stefano Ogliari Badessi sono solo alcune delle esperienze proposte ai partecipanti.

Tutte le attività, ovviamente, sono state intervallate da pranzi come quello al El Brite de Larieto ad opera dello chef Alessandro Gilmozzi (El Molin, Cavalese) e Ilaria Piccolini (El Brite de Larieto), il pic nic tra i boschi con il team di Altatto, la colazione dopo la notte in tenda firmata da Stefano Ferraro (Loste Cafè, Milano) e la cena del sabato sera nel regno di chef Gaspari presso il SanBrite, una stella Michelin dallo scorso novembre.

A coronare l’esperienza ampezzana il pernottamento in tenda nei pascoli della famiglia di Riccardo, più di cento ettari di prati e boschi, e ovviamente la cena a sei mani di Riccardo Gaspari, Davide Di Fabio (Dalla Gioconda, Gabicce Mare) e Franco Aliberti (Anima, Milano) realizzata utilizzando esclusivamente il fuoco vivo.

Una cena che ha fatto chiaramente come l’obiettivo di Ludovica e Riccardo fosse stato raggiunto. Durante l’intera serata, infatti, l’atmosfera era di totale convivialità con gli ospiti che hanno persino dato una mano agli chef (che certo non la necessitavano!) in una situazione magica, di connessione con l’ambiente circostante e con le persone che hanno condiviso questi quattro giorni indimenticabili. L’evento è stato reso possibile anche con il contributo di Alpe Pragas, Molino Pasini, 2UE & 2UE Cortina, Caraiba, ITAS Mutua – Agenzia di Cortina d’Ampezzo, K-Way, Meteri, Bionoc’, Montura, Olmar, Perin Generators e Tecnica, Parmigiano Reggiano, Fideuram.

Un grazie particolare e dal profondo del cuore a Riccardo e a Ludovica, che con la loro lungimiranza e l’amore per la loro “casa” hanno dimostrato di comprendere in pieno le esigenze e i cambiamenti di cui la società ha bisogno e che forse troppo spesso vengono sovrastati dalla frenetica vita di tutti i giorni.

Foto per gentile concessione degli organizzatori