Il ragazzo che vende salmone ai ristoranti stellati di tutto il mondo: Kyle Lee, pescatore prodigio nei mari dell’Alaska

Kyle Lee è riuscito a convincere gli chef di tutto il mondo con i suoi salmoni selvaggi dell’Alaska, spediti poche ore dopo la pesca per preservare al meglio lo straordinario sapore delle carni.

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La Notizia

La rivoluzione nel mondo delle vendite del salmone selvaggio arriva direttamente dall’Alaska, la patria di alcuni esemplari tra i più pregiati e costosi al mondo. Da aprile 2021 è infatti possibile acquistare a prezzi più contenuti questi pesci, grazie alla geniale idea di Kyle Lee, un pescatore asiatico americano di Cordova, in Alaska, fondatore dell’Alaskan Salmon Company.

L’azienda ha come mission quella di fornire il salmone selvaggio più esclusivo del fiume Copper River ai consumatori, dai ristoranti stellati Michelin ai cuochi casalinghi, saltando l’intera catena di distribuzione, che per il salmone può includere da 7 a 10 intermediari. Il salmone di Kyle Lee viene abbattuto appena pescato e spedito al cliente senza passare per distributori, intermediari o terze parti, che in alcuni casi possono anche includere la lavorazione all’estero e la reimportazione negli Stati Uniti.

Lo spirito imprenditoriale del fondatore dell’azienda è stato qualcosa che ha appreso in giovane età, come figlio di immigrati taiwanesi che hanno aperto un ristorante in Alaska. “Sono cresciuto praticamente nel locale di famiglia”, ha detto Lee. “Ero parcheggiato sulla schiena di mia madre, mentre faceva gli involtini di uova o faceva funzionare il registratore di cassa”. Durante gli anni del college, ha trascorso le estati lavorando sulla barca da pesca commerciale di un amico, scoprendo che amava lo stile di vita selvaggio in un ambiente naturale mozzafiato.

La vera scintilla che ha portato Lee a fondare una sua compagnia di pesca è arrivata quando ha visto la netta differenza tra il pesce che aveva nel congelatore, dopo le battute di pesca, e quello che disponibile nei supermercati della città universitaria del Colorado. “Ho iniziato a chiedermi come fosse avvenuta la disconnessione”, ha rivelato Lee. “Pescavamo bellissimi pesci in Alaska, ma al supermercato il salmone aveva la carne sfranta e un colore poco brillante”. 

La pesca commerciale non era il percorso di carriera che i genitori di Lee avevano immaginato per lui; essendosi laureato in finanza e contabilità, tuttavia il caso gli ha dato l’opportunità e il coraggio di gettarsi a capofitto in questa impresa. Un pescatore in pensione stava vendendo la barca con il permesso di pescare nel fiume Copper, lungo 300 miglia, in Alaska; un luogo molto ambito, i cui i diritti di pesca devono essere acquistati o ereditati.

Inoltre, i salmoni che è possibile catturare in quest’area sono tra i più ricchi di acidi grassi Omega-3. Difatti, gli animali hanno una rotta migratoria difficile da affrontare, probabilmente la più difficile al mondo, e l’impegnativa risalita controcorrente costringe il pesce ad accumulare più grasso per compiere il viaggio. Per Lee, dunque, si è trattato di un’opportunità unica per seguire anche la sua passione. Ha così ottenuto un prestito per acquistare la barca e il permesso di pesca. Il resto è frutto della sua visione imprenditoriale, affinata anche dagli studi universitari.

Nei cinque anni precedenti la pandemia, tutto il pescato stagionale era facilmente venduto in ristoranti e nei mercati. Poi, arrivata la pandemia, il crollo verticale dei clienti nel mondo della ristorazione ha messo in difficoltà l’azienda, ma nel contempo ha catalizzato le attenzioni di Lee intorno al suo vecchio progetto di direct-to-consumer, a cui non si era mai veramente dedicato.

Alla fine di aprile 2021, l’Alaskan Salmon Company ha così lanciato il nuovo sito web DTC, che permette per la prima volta ai consumatori degli Stati Uniti di acquistare salmoni di alta qualità, pescati in modo sostenibile, direttamente dai pescatori di Copper River. È possibile acquistare un massimo di due scatole da 5 libbre di salmone rosso o di salmone reale. Gli ordini vengono evasi in base all’arrivo delle prenotazioni. “Il sito web è esploso e nel primo mese avevamo 4.000 persone in lista d’attesa”, ha rivelato Lee.

Il futuro prossimo dell’azienda va ora in due distinte direzioni: l’educazione dei consumatori e l’espansione dell’offerta commerciale. “Adesso che abbiamo un seguito piuttosto ampio, voglio concentrarmi sull’educazione dei clienti, facendo capire loro cos’è il salmone selvatico e cosa ha da offrire. In questo modo, informati, possono decidere se consumare o meno salmone selvatico, quello d’allevamento o entrambi”.

Sul sito web dell’Alaskan Salmon Company sono già presenti articoli e news che spiegano la differenza tra i pesci catturati in natura e quelli allevati, compreso l’impatto ambientale, il gusto e i benefici per la salute. Inoltre, viene spiegato cos’è il salmone di Copper River e perché è così costoso. Dal punto di vista commerciale, invece, Lee intende espandere l’attività di vendita oltre il salmone e i mesi estivi, puntando su halibut e merluzzo nero in autunno, facendo così conoscere la varietà dei prodotti dell’Alaska.  

Fonte: Forbes

Foto: Crediti Alaskan Salmon Company