Il vino bianco da bere invecchiato: Breganze Vespaiolo, la straordinaria longevità del Brenta de Le Vie Angarano

Carattere marcato e note olfattive inebrianti: la sorprendente complessità del Brenta Breganze Vespaiolo Doc de Le Vie Angarano, un vino da riporre in cantina e lasciar evolvere anno dopo anno.

0
68
L'azienda

Si apprende molto, muovendosi tra le cantine del nostro paese. Così le storie dei luoghi si intrecciano a quelle delle persone, a volte anche lungo un percorso di secoli. Villa Angarano è una conferma particolarmente sorprendente di questa ricchezza: il Regestum possessionum comunis Vincencie, primo documento che conferma l’esistenza di vigneti nell’area circostante testimoniando la disposizione in filari senza coltivazioni intermedie, risale al 1262.

Giovanna Bianchi Michiel, una delle cinque sorelle alle quali fa capo questa azienda veneta, la più attiva in cantina, ci racconta: “Questi territori erano stati scelti per le viti ancora prima dai romani: abbiamo ritrovato dei resti di un mosaico nei nostri terreni che ne dimostra la presenza. Del resto, siamo in una posizione che ha grandi pregi, all’imbocco della Valsugana: questa zona ci regala un vento notturno che aiuta tanto la vite quanto l’ulivo, dato che qui produciamo anche olio”.

La struttura è quella progettata da Andrea Palladio nel 1548 con una concezione non così nota com’è quella della villa-fattoria, luogo in cui confluiscono residenza padronale e cuore dell’attività agricola e della gestione dei terreni. Tutto questo in un contesto di grande eleganza e di nobile bellezza, con i vigneti che si trovano davanti alla villa o nel brolo che si spinge fino al fiume Brenta.

Siamo nate tutte qui, abbiamo vissuto a Milano ma fin da piccole vedevamo tutte le vendemmie. La passione si può dire sia nata proprio con me. La prima etichetta prodotta risale al 2006 e dal 2016 l’azienda è certificata biologica. Nel frattempo, sono già entrate le nuove generazioni introducendo qualche cambiamento nell’immagine, rendendola più moderna, ma senza mutare lo stile di produzione del vino.”

La superficie vitata è di 8 ettari su terreni di origine alluvionale e argillosa; fondamentali per un microclima ideale sono la forte escursione termica e il vento che si alza al mattino: così la produzione, a partire dai vini d’ingresso, è decisamente tutta di alta qualità.

Il vino

Ognuna delle etichette prodotte ha un bel carattere marcato e se ci ha colpito uno Chardonnay in stile borgognone di ottimo spessore come il Michiel, assaggiato sia nell’ultima annata sia con qualche anno sulle spalle che lo rendeva notevole, è dal Vespaiolo della cosiddetta Prima Linea che sono arrivate delle magnifiche sorprese.

Brenta è il nome dell’etichetta di questo Breganze Doc da vitigno autoctono, considerato (davvero a torto secondo noi) un vino da consumare fresco e da sempre confinato a Bassano del Grappa all’abbinamento a un grande prodotto locale come l’asparago.

Certo anche d’annata si beve molto volentieri, ma abbiamo assaggiato un 2011 di una profondità e integrità uniche, perfetto in bocca e olfattivamente inebriante: vespaiola in purezza vinificata in acciaio, 10.000 bottiglie prodotte, è un’etichetta di cui fare scorta e da lasciar evolvere per farsi sorprendere un anno dopo l’altro. Un’emozione da scoprire.

Indirizzo