Ottenere 3 stelle Michelin a soli 28 anni: chi è davvero il più giovane chef tristellato di sempre?

Ottenere 3 stelle Michelin a soli 28 anni è un risultato sicuramente incredibile. Ma essere il più giovane chef tristellato di sempre della più prestigiosa guida gastronomica del mondo è anche un grande onere, che porta con sé enormi aspettative, responsabilità e stress.

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La Notizia

I record, si sa, sono fatti per essere superati. Quello del più giovane chef a tre stelle del mondo, tuttavia, spetta ancora a Massimiliano Alajmo, che le detiene dall’età di 28 anni. Era il 2002 quando le incarnierò presso il ristorante di famiglia, Le Calandre a Padova. Ma prima di allora, forte del diploma dell’Alberghiero di Abano Terme e di esperienze al fianco di Alfredo Chiocchetti, Marc Veyrat e Michel Guérard, era già stato il più giovane bistellato: ad appena 22 anni, nel 1996, aveva raddoppiato la stella ottenuta dalla madre Rita Chimetto nel 1994.

Foto di Lido Vannucchi
Ristorante Le Calandre 3 Stelle Michelin – Foto Lido Vannucchi

“Tutte le guide per noi hanno sicuramente un’importanza, ma non devono avere un’influenza sullo stile di cucina”, commenta Massimiliano, recordman da 18 anni. “Il nostro obiettivo è raggiungere l’eccellenza a prescindere dalle visioni di una guida, su un’idea di ospitalità che corrisponda ai nostri parametri. Faccio fatica a giudicare: non sono un critico, i ruoli restano diversi. E ho avuto anche belle bastonate da qualche guida italiana, in concomitanza con il conferimento della seconda stella. Ne ho sofferto molto perché era una stroncatura forte, aggressiva, con neologismi pesanti. Ma noi andiamo sempre avanti nella nostra strada, è tutto sempre molto relativo. L’importante è avere un messaggio autentico, che ci sia sincerità nell’approccio, poi la proposta può essere apprezzata o meno. Vorrei dire ai ragazzi di seguire le proprie idee e di sentirsi liberi. I riconoscimenti aiutano, è vero, ma sono anche impegnativi. Dopo aver preso le tre stelle era quasi una sfida, ricordo i clienti che si presentavano all’ingresso dicendo: ‘vediamo cosa sanno fare’. Un approccio che non è dei più facili. A maggior ragione abbiamo imparato da subito a cercare di credere nelle nostre idee ed essere autonomi da ogni condizionamento. Me lo hanno confermato alcuni ispettori: ‘Voi non dovete pensare a noi, fate il vostro lavoro’. È così semplice l’equazione”.

Il suo predecessore era un’altra leggenda: mister Genio & Sregolatezza Marco Pierre White ha detenuto l’ambito primato dal 1994 fino al 2002. Figlio di uno chef, Frank, con cui aveva mosso i primi passi, era arrivato a Londra a 19 anni con 7 sterline nel portafoglio, una scatola di libri e una borsa di vestiti. Eccolo a Le Gavroche, commis di Michel e Albert Roux, seguiti da Pierre Koffman, Raymond Blanc e Nico Ladenis. Dopo la prima e la seconda stella da Harveys, il suo primo ristorante da chef patron, fu nel Marco Pierre White Restaurant che nel 1994 ricevette la terza stella all’età di 32 anni.

Si trattava di un doppio record: non solo il più giovane tristellato del mondo, ma anche il primo di nazionalità britannica. Riconoscimento che peraltro restituì dopo 5 anni, spiegando che conservare le tre stelle era meno eccitante che conquistarle, lo aveva costretto a virare dalla ricerca alla solidità, sottraendo tempo alla sua famiglia, senza che a giudicarlo fossero persone competenti quanto lui.

In Spagna il record va a David Muñoz di Diverxo, anch’egli tristellato a 32 anni. Classe 1980, si è formato a Londra presso Nobu e Hakkasan. L’apertura di DiverXo è datata 2007: la prima stella è arrivata nel 2010, la seconda nel 2012 e la terza nel 2013. Il premio a una cucina eclettica e dissacrante, dalle ricorrenti contaminazioni asiatiche.

Nel 2018, infine, Clemens Rambichler è diventato il più giovane tre stelle tedesco, quando la Michelin ha confermato il massimo punteggio al Waldhotel Sonnora di Dreis, dopo la scomparsa dello chef Helmut Thieltges, di cui Clemens era stato allievo dal 2011. All’epoca aveva appena 29 anni. Niente grilli per la testa, tuttavia: la sua resta una cucina classica di impronta francese, fondata sull’eccellenza del prodotto, dove le ricette del maestro fanno bella mostra di sé.

Prima di lui, nel 1981, il leggendario Heinz Winkler, di origini altoatesine, aveva conquistato le tre stelle a soli 32 anni presso il Tantris di Monaco con la sua nouvelle cuisine dal rigore teutonico: la stessa età di Marco Pierre White. Vi era arrivato da appena 4 anni, per sperimentare un debilitante effetto yo-yo: la terza stella sarebbe stata persa e poi recuperata nel 1994, nuovamente persa e riagguantata nel 2001. Anche in questo caso un duplice primato, visto che Winkler è stato il primo chef di nazionalità italiana a ricevere l’ambito riconoscimento, per quanto all’estero.