Mario Schiopetto, l’azienda che ha rivoluzionato la concezione dei vini bianchi italiani dona 300 Magnum ai ristoranti

Un gesto simbolico importante: la decisione di omaggiare alle imprese italiane della ristorazione 300 Magnum del vino di punta Mario Schiopetto: l’annata in etichetta è la 2008, a rappresentare un altro momento difficile come quello della crisi economica vissuta anche allora.

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La Notizia

Mario Schiopetto ha rivoluzionato la concezione dei vini bianchi italiani. L’uscita del suo primo “Tocai” in purezza nel 1965 ha infatti aperto la strada all’era della loro modernità. Nato nel 1930, cresce letteralmente dentro l’osteria di famiglia e prima di prenderla in mano e gestirla fa mestieri come il pompiere e il camionista. L’enorme passione per il vino nasce seguendo e dando una mano al padre nella selezione dei vini per il loro locale, da lì si spiana una strada che lo porterà a diventare un grande vignaiolo e un maestro indiscusso per quelli che diventeranno grandi nomi nell’universo enologico .

Dal 2014 l’azienda è di proprietà della famiglia Rotolo che ha voluto lasciare intatta e inalterata la filosofia produttiva del fondatore. I Rotolo sono molto vicini al mondo della ristorazione, in particolare della sua fascia alta. Ecco che allora, sulla scorta della fiducia che nel tempo questo settore ha sempre dato all’azienda, la famiglia ha scelto di dare un segnale di solidarietà dopo il brutto colpo causato dalla sosta forzata dovuta alla pandemia da Covid-19 e al conseguente grave indebolimento di tutta la filiera.

Un gesto simbolico importante è quindi la decisione di omaggiare alle imprese italiane della ristorazione 300 Magnum del vino di punta Mario Schiopetto: l’annata in etichetta è la 2008, a rappresentare un altro momento difficile come quello della crisi economica vissuta anche allora. “È chiaro che al centro c’è ancora l’emergenza sanitaria – spiega Alessandro Rotolo – Noi però  vogliamo pensare al domani, a quando potremo finalmente lasciarci alle spalle questo difficile  periodo e ritroveremo la fiducia nei rapporti, siano essi sociali, economici o culturali. Le grandi città sono ancora in ginocchio, ed è soprattutto in quei luoghi che vogliamo dare il nostro segnale di supporto. Quasi tutti, ora, hanno riaperto, ma quasi tutti lo stanno facendo  faticosamente. Ci rendiamo conto che questo è un solo un gesto, soprattutto se saremo i soli a farlo. Ci auguriamo che altri produttori di vino, ma non solo di vino, possano seguire questa  strada.  In quanto vignaioli siamo abituati agli imprevisti, la natura ci insegna questo, ed interagendoci  cerchiamo di affrontare sempre il cambiamento con positività.” Nel frattempo – continua Rotolo – la vendemmia si quest’anno è iniziata anticipatamente il 20 agosto con grandi prospettive  sia in vigna che in cantina. Il 2020 darà grandissime soddisfazioni, in quanto figlia di  un’annata equilibrata con una raccolta segnata da temperature fresche. I primi dati ci dicono  che le potenzialità sono enormi”.