Soré, il vino rosato delle sorelle Cotarella simbolo della riaccensione delle relazioni e dei sorrisi

Questo rosè dal colore rosa antico tenue, è stato ideato per essere servito fresco e per accompagnare momenti precena. Ha evidenti profumi di ciclamino e rosa, in bocca è beverino con una coda leggermente acida a invocare altri sorsi.

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La Notizia

Mentre il padre Riccardo suona every grape you take, every wine you make, i’ll be watching you con Sting, le sue figlie non stanno a guardare. L’estate post lockdown è stato il momento elettivo per lanciare l’ultimo nato in Famiglia Cotarella: il Soré, il vino delle 3 sorelle, un rosato da uve Merlot e Aleatico. Sorè viene prodotto in Tuscia, nei pressi del Lago di Bolsena su un terreno vulcanico sabbioso, la vinificazione è in acciaio e l’invecchiamento avviene direttamente in bottiglia. Questo rosè dal colore rosa antico tenue, è stato ideato per essere servito fresco e per accompagnare momenti precena. Ha evidenti profumi di ciclamino e rosa, in bocca è beverino con una coda leggermente acida a invocare altri sorsi.

Appena eletto rosato dell’anno da Daniele Cernilli di Doctor Wine, Soré nasce in vigna e in cantina, come ogni vino. Eppure questa quota rosè della Famiglia Cotarella, nasce anche in lockdown, nella scia diretta che la ripartenza dopo l’isolamento ha portato con sé. E da instagram. Best use of Instagram live è la categoria in cui Dominga, Enrica e Marta hanno surclassato tutti.

“Nei mesi passati, trascorsi obbligatoriamente a casa, noi tre abbiamo lavorato per supportare la ristorazione italiana. Il canale Horeca, e nello specifico quello della ristorazione, è un settore per noi molto importante a cui siamo, da sempre, molto vicino. Ogni giorno abbiamo sentito molti ristoratori da tutta Italia per capire quali erano i loro problemi e le loro esigenze: vendere vino non è semplicemente un’operazione commerciale ma è avere anche un rapporto di famigliarità con quelli che sono gli ambasciatori più importanti del vino italiano.

Tu problema es mi problema. Questa semplice equazione valida per qualsiasi produttore di vino che fa parecchi affari con grande distribuzione e ristorazione, è stata il mantra che ha spinto le Cotarella a essere così presenti online, anche per spianare la strada a un vino estivo come il Soré. Ci hanno preso così gusto che il progetto delle dirette si è esteso anche a imprenditori, avvocati, economisti e medici con l’obiettivo di avere un quadro il più completo e minuzioso possibile dell’Italia del momento, e per creare una rete utile per quello che il post covid riserverà al nostro Paese. Le Cotarella non sono state certo attendiste, questo va riconosciuto e applaudito.

Da uno di questi incontri, con il Sindaco di Riccione Renata Tosi, un’altra donna animata da una forza e da un entusiasmo contagioso, è nata l’idea di lanciare il Soré proprio nella celebre località romagnola, creando un open garden nella via parallela al rinomato Viale Ceccarini. Una via che quest’anno si è animata quasi quanto il viale principale, grazie alla possibilità di occupare quasi tutta la superficie con spazi conviviali, ma secondo le regole dettate dal regime Covid. Il rosa spento del Sorè è diventato un simbolo del riaccendersi delle relazioni e dei sorrisi.