5 vini non convenzionali consigliati da un sommelier 3 stelle Michelin: la lista di Vincenzo Donatiello

Cinque vini insoliti, per carattere o Terroir, che non si vedono tutti i i giorni nelle carte dei vini. Nuove produzioni, giovani produttori, piccole e grandi sorprese. Un viaggio lungo tutto lo stivale per raccontare lo stato attuale de vino italiano.

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I Vini

Oggi vi voglio parlare di cinque vini insoliti, per carattere o Terroir, che non si vedono tutti i giorni nelle carte dei vini. Nuove produzioni, giovani produttori, piccole e grandi sorprese. Un viaggio lungo tutto lo stivale per raccontare lo stato attuale de vino italiano, foriero di produzioni di altissima qualità, attraverso cinque vini che trovo irresistibili soprattutto per la beva facile vista la stagione. Preparate i calici per questo godurioso viaggio!

COLLI ORIENTALI DEL FRIULI BIANCO BERGUL 2015, LIS FADIS

Siamo a Spessa di Cividale, cuore dei Colli Orientali del Friuli.

Qui Lis Fadis, nome che richiama le fate in dialetto friulano, produce dei vini territoriali, eleganti e con bevibilità sempre altissime.

Questo Bergul nasce da uve di Tocai Giallo (oggi friulano), Chardonnay e Sauvignon vinificati in acciaio e che riposano un paio di anni in bottiglia.

I caratteri dei tre vitigni si completano e si rincorrono nel bicchiere con la frutta tropicale e le note minerali a prendere la scena olfattiva.

Al palato si esprime con note di acidità e mineralità che ne esaltano il lato fresco.

 

LANGHE NEBBIOLO 2018, DAVIDE PELLIZZARI

Davide Pellizzari è un giovane enologo piemontese in forza al team Ceretto. Da qualche anno ha iniziato questo suo progetto solista che vede la sola etichetta di Nebbiolo prodotta.

Vinificato per metà a grappolo intero, il Nebbiolo si esalta su profumi nitidi e di grande finezza, ricordando la rosa, frutti di bosco e pesca bianca.

Il sorso è fresco e scorrevole con un tannino leggerissimo, levigato e amalgamato al frutto del vino in maniera magistrale.

Un giovane da tenere assolutamente d’occhio.

 

VULCANO 800 2016, TERRA DEI RE

Un vino del cuore per me che coniuga il mio amore per il Pinot Nero alla mia terra, la Basilicata.

Lo produce Terra dei re, realtà vinicola di Barile, nel cuore del Vulture.

La natura minerale dei terreni vulcanici esalta questo Pinot Nero, coniugando la naturale finezza del vitigno a tratti balsamici e selvatici che raramente troviamo sullo stesso.

Profumi di piccoli frutti rosso, sottobosco, rimandi di erbe officinali, spezie e grafite.

Il sorso gioca la stessa partita: fine ed elegante con il frutto in evidenza e un tappeto di note speziate e balsamiche.

 

OCTAVUM 2019, VIGNETI VALLORANI

Rocco Vallorani è un vignaiolo attento e appassionato delle sue Marche, uno dei volti giovani e nuovi della viticoltura regionale.

Siamo nel cuore del Piceno e qui i vitigni a bacca rossa che la fanno da padrone sono Montepulciano e Sangiovese. E sono proprio gli attori dell’ultima creazione di Vallorani.

Ocatavum per due motivi: ottava etichetta aziendale ma soprattutto il nome latino che indicava gli insediamenti agricoli.

Nel bicchiere? Goduria pura con profumi di viola, ciliegia e un sorso agile e fresco, di giusto corpo e piacevolmente salino.

 

IL POSTINO 2018, COLLE FLORIDO

Il Trebbiano che non ti aspetti…

Colle Florido è l’azienda di Andrea Ugolotti, sommelier dalla carriera lunga e internazionale, e sua moglie Daniela. Dopo aver viaggiato in lungo e in largo, decidono di rientrare nella terra di origine di Daniela: l’Abruzzo. Qui iniziano a recuperare vecchi vigneti, spesso abbandonati, e danno vita alla loro azienda.

E il nome prende spunto proprio dal vecchio proprietario del vigneto, un postino, appunto.

Il Postino è un Trebbiano di grande fascino, fermentato spontaneamente, con un carattere pieno ma agile di beva. Profuma di miele, arancia essiccata, mandorle e ha un sorso fresco, fine, firmato da una piacevole sensazione minerale.