Contrordine: il governatore della California impone nuovamente la chiusura di bar e pub, il coronavirus torna a salire

L’allentamento delle misure restrittive per bar e ristoranti nelle scorse settimane ha portato a registrare dati drammatici nella diffusione del coronavirus in California e altri Stati d’Oltreoceano costringendo le autorità locali a invertire la rotta.

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La Notizia

Dietrofront per la California. Dopo l’annuncio delle riaperture di bar e ristoranti lo scorso 5 Giugno con la possibilità di tornare all’attività il 18, domenica scorsa il Governatore Gavin Newsom ha annunciato la chiusura della vita notturna e dei bar in sette contee e ha raccomandato che altre otto prendessero indipendentemente questa decisione. L’annuncio di Newsom è arrivato sulla scia di quelli dei funzionari di Texas, Florida e Idaho che nelle scorse settimane hanno chiuso i bar e imposto di ridurre la capacità della ristorazione all’interno dal 75 al 50%, data la permanente aggressività del virus in queste aree.

La decisione riguarda le sette contee di Los Angeles, Fresno, Kern, San Joaquin, Tulare, kings e Imperial. Le altre otto ammonite a prendere provvedimenti simili invece sono:  Contra Costa, Santa Clara, Sacramento, Riverside, San Bernardino, Ventura, Santa Barbara e Stanislaus. Il provvedimento del governatore è stato annunciato in una dichiarazione rilasciata dal direttore della sanità pubblica statale, la Dottoressa Sonia Angell. In California, infatti, nelle ultime settimane il virus sembra tutto tranne che placato e analizzando i dati sui casi  di Covid-19, i tassi di ospedalizzazione e sui modelli di trasmissione del virus in quelle contee questa scelta è sembrata obbligatoria. Solamente domenica scorsa i funzionari della sanità pubblica della contea di Los Angeles hanno riportato altri 2.542 casi, il secondo totale giornaliero più alto da inizio crisi. Dati drammaticamente preoccupanti. Proprio per questo motivo anche il sindaco di Los Angeles Eric Garcetti  in un twitter ha sostenuto la decisione del Governatore dello Stato. “ Non appena abbiamo autorizzato le riaperture abbiamo subito intuito che in realtà avremo avuto bisogno di un cambiamento di rotta per proteggere la salute pubblica da questo virus”, scrive Garcetti.

L’ordinanza riguarda bar e pub perchè sono quei locali dove si concentrano  grandi folle di persone che si tolgono le mascherine frequentemente per bere, e la musica ad alto volume può costringere i clienti ad alzare la voce, diffondendo potenzialmente più particelle sospese nell’aria. La traccia dei contatti, necessaria per determinare chi infetto è più difficile quando si tratta di questi stabilimenti a causa della costante vicinanza dei clienti. Per quanto riguarda i ristoranti, invece, sono stati semplicemente invitati a concentrarsi sul servizio all’esterno o sull’asporto. Purtroppo non tutti gli operatori hanno recepito il messaggio del Governatore e delle autorità sanitarie e nel giro di ventiquattro ore sono stati obbligati a chiudere da parte delle forze dell’ordine.

Una situazione preoccupante quella della California e di alcuni altri Stati d’Oltreoceano che si può sconfiggere solamente con la responsabilità collettiva e seguendo le indicazioni delle autorità governative e sanitarie.