La carta dei vini con la più ampia selezione del mondo: 17.000 etichette con bottiglie rarissime

La collezione di vini più ampia e inaccessibile del mondo ha bottiglie ultra centenarie e una carta di 583 pagine. Al suo interno vini leggendari come il “Petrus 1961” oppure lo “Château d’Yquem” del 1825.

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La Notizia

Avete mai consultato una carta dei vini di 583 pagine? Difficile, credo, anche solo pensarla o immaginarla; eppure esiste e ve la offre l’Hotel Grand Lisboa di Macao, ex colonia portoghese diventata una regione speciale della Cina nel 1999. Nei seminterrati della struttura, che altro non è che un sontuoso grattacielo di 47 piani a forma di fiore di loto, decorato, colorato e sfidante le leggi dell’ingegneria edile – tanto che sembra quasi di ammirare uno dei meravigliosi palazzi di Las Vegas -, sono custodite 17 mila etichette, la collezione di vini più ampia del continente asiatico, se non del mondo intero. In pratica, come è stato detto, il paradiso degli enofili, ossia gli amanti del vino!

Tra le tante bottiglie, è possibile trovarne alcune leggendarie come Petrus 1961, Chateau Margeaux 1900, Chateau Haut Brion 1928. E altre mitiche etichette di Borgogna. Spulciando la carta dei vini, il giornalista che per primo ne ha dato notizia in Italia, pubblicando il suo pezzo su “La Fillossera”, un bel magazine dedicato al mondo dell’enologia, si è divertito a sognare in grande e a scegliere alcuni vini vintage in carta per una cena indimenticabile. Sono vini oggi ultra secolari. Non essendoci vini spumanti così datati, inizia con un bianco come lo Chenin di fine ‘800: un Vouvray Marc Brédif Collection 1893, anno di fondazione della cantina, acquistabile a poco meno di 5 mila euro. Praticamente un affare.

Per il rosso, il giornalista si spinge ancora più indietro negli anni con un vino prodotto solo dieci anni dopo la classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux avvenuta nel 1855. Si tratta di uno Château Latour 1865 al modico prezzo di 44 mila euro. Per il finale, anzi «il gran finale», come scrive, decide di versare uno Château d’Yquem, annata 1825 per soli 94 mila euro. In pratica con le tre bottiglie ci veniva fuori un bell’appartamento. Ad ogni modo l’etichetta più cara in assoluto è quotata 92 mila euro. Si tratta di una bottiglia da 500 ml, «non è francese, non è italiana e non è neanche un vino». Si tratta di un rarissimo distillato cinese: Kweichow Moutai (80 years old).

Un sogno per gli amanti del vino, che potrebbe interessare anche gli amanti dei furti audaci. Alla Lupin III, visto che la struttura si trova a Macao. Peccato che l’Hotel Grand Lisboa sia uno dei posti meno accessibili e fotografati al mondo; mentre le cantine uno dei più protetti, data la prestigiosa collezione di vini rari.