Sébastien Bras, già persi 2,5 milioni di euro: nella migliore delle ipotesi il 2020 sarà un anno bianco

Persi finora enormi fatturati e non si sa se nel 2020 si potrà ripartire con l’albergo e con il ristorante di Languile. Sanificati comunque gli ambienti ed effettuato l’aggiornamento sanitario ai dipendenti.

0
111
La Notizia

Per Sébastien Bras, lo chef del gran rifiuto delle tre stelle Michelin, nella migliore delle ipotesi il 2020 sarà un anno bianco. Il famoso cuoco francese riapre Le Suquet di Laguiole, il suo ristorante con annesso Hotel Relais-Chateau, con circa tre mesi di ritardo a causa della crisi del covid-19. In alcune interviste video, apparse nei giorni precedenti sul canale BFMTV, lo chef ha fatto sapere di aver già perso 2,5 milioni di euro di fatturato e spera di vedere tornare i suoi clienti, sebbene i dubbi per una effettiva ripresa siano molti. Ha già annunciato che, per limitare l’impatto della perdita finanziaria, la struttura rimarrà aperta fino alla fine di novembre, sei settimane in più del solito. Sébastien Bras la settimana scorsa si è comunque rivolto ad un esperto, per procedere con la messa in sicurezza dei locali e l’acquisto delle protezioni e gli aggiornamenti al personale, prima che i suoi 70 dipendenti riprendessero le funzioni nel ristorante gourmet e nell’hotel.

Responsabile della struttura dal 2009, lo chef ha proseguito il lavoro del padre, lavorando in sintonia con i ritmi delle stagioni. La sua cucina, intuitiva e precisa allo stesso tempo, riflette le emozioni nate dalla simbiosi con la natura. Questo gli ha permesso di ottenere le tre stelle Michelin della Rossa, il massimo riconoscimento per uno chef. Che però ha rifiutato, chiedendo espressamente che gli fossero tolte perché, nonostante siano un grande onore, portano troppa pressione per uno chef. La risposta della Guida non si era fatta attendere e dall’Edizione 2018 il ristorante Le Suquet di Laguiole nell’Aubrac non ha più i macaron.

All’epoca della querelle, che fu un evento quasi senza precedenti e sollevò la questione nei media nazionali e internazionali, Dorland-Clauzel, membro del Comitato Esecutivo del gruppo Michelin, ci tenne a puntualizzare che sono molte di più le persone che vogliono entrare in Guida rispetto a quelle che vogliono uscirne. Per molti apparire nella Michelin è un riconoscimento, un onore e un enorme incremento per la struttura, in termini di notorietà e fatturato. Riguardo la “pressione” sentita da Sébastien Bras si trattava di una sensazione personale sulla quale non poter intervenire, visto che per altri chef è uno stimolo motivazionale a fare sempre meglio.