La gastronomia spagnola chiede di essere riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità

Le organizzazioni spagnole dell’ospitalità e numerosi chef si sono uniti nella piattaforma Together for Hospitality per onorare e sostenere in questo periodo di crisi il settore della ristorazione della Penisola Iberica

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La Notizia

La gastronomia spagnola negli ultimi decenni, lo si sa, è stata spesso protagonista indiscussa della scena gastronomica mondiale, ma la questione in questi giorni non è tanto l’innovazione o le nuove correnti che hanno trovato i loro natali in Spagna quanto più la tradizione della Penisola Iberica. “Il primo ristorante è stato fondato in Spagna 249 anni fa”, “le tapas hanno 750 anni di storia”, “persino la nostra Costituzione è stata scritta discutendo in un bar” sono solo alcuni degli argomenti alla base della campagna #soypatrimonio2020 che rivendica la candidatura del settore dell’ospitalità spagnolo ad essere riconosciuto come patrimonio dell’Unesco. L’obiettivo della campagna, che ha visto unirsi le organizzazioni spagnole di ospitalità, AECOC e FIAB nella piattaforma Together for Hospitality è quello di tutelare e onorare l’industria dell’ospitalità spagnola, soprattutto in questo periodo in cui il settore della ristorazione si trova ad essere uno dei più colpiti dalla crisi coronavirus. Secondo l’organizzazione “bar e ristoranti fanno parte della cultura spagnola e sono i più importanti spazi per la socializzazione e il tempo libero che esista in tutto il Paese”.

Non è da considerare solo il fatto che bar e ristoranti sono il luogo preferito per incontrare amici o che 1 coppia su 3 ha il primo appuntamento qui, è che la nostra storia è andata di pari passo con loro. Scrittori come García Lorca, Ernest Hemingway o Valle-Inclán hanno scritto interi libri sulle sedie dei nostri bar“, affermano i vertici di Together for Hospitality. Sempre secondo questi ultimi, inoltre, bar e ristoranti sono vere e proprie icone del cinema: “Nel nostro cinema in oltre il 90% delle pellicole almeno qualche scena è stata girata in bar o ristoranti. Innumerevoli cantanti come Joaquín Sabina, Los Planetas o Lory Meyers hanno iniziato a suonare in piccoli locali. E le canzoni di Mecano, Hombres G, Estopa hanno immortalato i nostri bar per sempre”.

A sostegno della campagna promossa, non solo la tradizione, ma anche i riconoscimenti attribuiti attualmente ai ristoranti spagnoli: “La Spagna ha 250 stelle Michelin, undici delle quali corrispondono a tre stelle e dozzine di chef hanno dato potere ai nostri locali di al centro della scena internazionale. Inoltre, i nostri locali sono stati strettamente collegati alla commedia spagnola. Da Eugenio, che ha sviluppato la sua carriera al bancone di un bar a comici come Goyo Giménez, Leo Harlem o Dani Rovira, che hanno iniziato lì “.

Da considerare, poi, che il settore della ristorazione rappresenta il 4,7% del PIL e da lavoro a 1,7 milioni di persone.

Anche celebrità come  Ferran Adrià, Joan Roca, Bertín Osborne, Ramón García, Carlos Latre, Maribel Verdú, David Summers (Hombres G), Antonio Resines o Boris Izaguirre si sono mosse per sostenere la candidatura della gastronomia spagnola ad essere riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Ogni cittadino può dare appoggiare questa campagna votando attraverso il sito web www.soypatrimonio2020.org. Nel caso in cui l’UNESCO attribuisse questo riconoscimento la Spagna consoliderebbe la sua terza posizione come Paese con il più alto patrimonio UNESCO dopo Cina e Italia.

Ora non resta che aspettare il responso.