Mercurio e anisakis: quali sono i pesci più a rischio e quelli più sicuri. Alcune raccomandazioni per il consumo

La spigola è tra i pesci più sicuri con basse concentrazioni di mercurio, rispetto al resto della popolazione ittica. Attenzione anche all’anisakis che si trova nei pesci e nei crostacei. Assente nei molluschi bivalvi.

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La Notizia

Secondo l’Agenzia spagnola per la Sicurezza alimentare e la nutrizione, il mercurio è un inquinante ambientale che può essere presente in varie percentuali nei prodotti della pesca. La sua maggiore o minore presenza nei pesci corrisponde con la posizione che l’animale ha all’interno della catena alimentare. I predatori più grandi quindi, e di più lunga durata, come il pesce spada, lo squalo, il tonno rosso o il luccio hanno concentrazioni più elevate di mercurio. Questo lo dice l’agenzia spagnola, ma vale anche per i pesci del Mediterraneo e quindi anche per il pescato italiano, francese o greco. Tuttavia, questo non significa che bisogna evitare di consumarlo, piuttosto è opportuno seguire alcune raccomandazioni che gli Enti di sicurezza diffondo attraverso le piattaforme ufficiali. Infatti, l’Agenzia spagnola assicura che nella legislazione alimentare europea vi sono limiti massimi della concentrazione di mercurio che sono obbligatori e che vanno controllati dalle autorità sanitarie, per garantire il consumo sicuro di cibo da parte della popolazione. Anche perché resta confermato dalle ricerche scientifiche nutrizionali che mangiare pesce ha effetti benefici sulla salute.

L’agenzia spagnola di recente ha riveduto le linee guida esistenti alla luce di nuove evidenze scientifiche e tra queste ci sono alcuni paragrafi dedicati all’anisakis, un parassita che si trova sia nei pesci che nei cefalopodi e che può causare disturbi digestivi o reazioni allergiche anche gravi. Ciò può accadere quando mangiamo pesce contaminato o cefalopodi crudi o in preparati che non uccidono il parassita. Per questo, l’Agenzia spagnola per la Sicurezza alimentare e la nutrizione consiglia di acquistare pesce pulito senza budella, altrimenti queste interiora bisogna rimuoverle immediatamente. Cucinare, friggere, cuocere al forno o grigliare il pesce uccide il parassita, ma solo se le temperature di cottura sono uguali o superiori ai 60° C per almeno un minuto. Con i crostacei vale la stessa regola. In caso di consumo di pesce crudo o sottoposto a preparati che non uccidono il parassita, dovrebbe essere conservato a una temperatura di -20 ° C o inferiore per cinque giorni.

Ci sono però specie che non serve congelare. Le ostriche, le cozze, le vongole e altri molluschi bivalvi non sono colpiti da anisakis. Neanche i pesci di fiumi, laghi, paludi o allevamenti ittici d’acqua dolce come trote e carpe; quelli semi-conservati come acciughe o essiccati salati come il merluzzo. La legislazione impone alle industrie ittiche di informare i consumatori se i prodotti della pesca da consumare crudi, o dopo una preparazione insufficiente ad uccidere i parassiti, sono stati correttamente congelati. Per tornare al mercurio all’interno dei pesci, sembrerebbe che la spigola sia tra i pesci più sicuri rispetto al resto della popolazione ittica. L’agenzia spagnola, infatti, specifica e sottolinea che si tratta di un pesce a basso contenuto di mercurio. Per cui, se in generale si vuole essere sicuri di ingerire meno mercurio, bisogna rivolgersi a questa specie ittica, molto comune in Italia.