Londra, situazione tragica per chi lavorava nella ristorazione e l’ospitalità: tanti costretti a dormire per strada

I neo-disoccupati che lavoravano nei ristoranti, nei pub e negli hotel sono costretti a dormire per strada, perché a causa del blocco per Coronavirus non possono più pagare l'affitto.

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La Notizia

Brian Whiting, volontario dell’organizzazione Under One Sky,(charity per i senzatetto) che si occupa delle consegne notturne di cibo, ha rivelato al Guardian, quotidiano inglese attento alle questioni sociali e vicino alle politiche dei Laburisti, di essere seriamente preoccupato per il numero di ex dipendenti di hotel e ristoranti, rimasti senza tetto già dalla fine di marzo . «Una delle novità angoscianti è l’aumento dei senzatetto. Stiamo incontrando tante persone che fino a poche settimane fa lavoravano nella ristorazione e nell’ospitalità e che oggi non hanno più niente. Sono privi di risorse e sono costretti a vivere in strada e non sono attrezzati per farlo. I senza casa di lungo corso sanno come affrontare le difficoltà, per loro invece è tutto nuovo e molti sono scioccati».

Secondo i dati del Governo, finora il 90% di coloro che dormivano per strada sono stati assegnati a strutture di ricovero a livello nazionale. Le camere d’albergo sono state pagate agli ospiti con azioni volte soprattutto a bloccare la diffusione di Covid-19. Le stime dicono che 5.400 persone sono state alloggiate dal Governo, di cui 1.800 in 10 hotel di Londra.

Per l’ospitalità dei lavoratori bisognosi di aiuto finora sono state raccolte 400.000 sterline, ma la richiesta di sostegno è in continuo aumento e le donazioni non arrivano con la rapidità necessaria a dare sollievo a coloro che finiscono in strada. Sempre secondo il Guardian, nella capitale inglese ci sarebbero centinaia di tende e accampamenti, realizzati anche con scatole di cartone, e le condizioni stanno diventando ancora più difficili per coloro che solo di recente non hanno più la forza di pagarsi un affitto.

«Bisogna fare di più per i senzatetto che sono stati licenziati», ha affermato Jason Moyer-Lee, Segretario Generale della Independent Workers of Great Britain Union, che rappresenta il personale delle agenzie di lavoro. «I lavoratori nel settore dei servizi a basso costo, con contratti a zero ore, e i lavoratori delle agenzie erano estremamente precari già prima di questa situazione. Il fatto che, nonostante i piani del Governo, alcune persone siano oggi senza tetto dimostra l’inadeguatezza di questi schemi».

Fortunatamente le grandi compagnie di pub e di catene nel mondo della ristorazione, che impiegano una grande mole di lavoratori, anche italiani, stanno pagando l’80% dello stipendio ai loro assunti. In pratica il governo di Johnson assicura alle compagnie tipo Green King, che possiede in tutto il Regno Unito anche 3000 pub sotto diversi brand, moneta sonante a fondo perduto, sovvenzionando così una sorta di cassa integrazione per i lavoratori.