Pierre Gagnaire: “Perdere tutto è un qualcosa la cui violenza non ha eguali. Ma non bisogna arrendersi alla delusione”

Lo chef francese, ricordando il suo passato, ha sottolineato l’importanza del comparto ristorativo per ritrovare, dopo l’emergenza, la socialità perduta.

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La Notizia

Un messaggio, poche ma significative parole per riportare speranza in un momento cupo e angosciante come quello della quarantena dovuta alla diffusione a livello mondiale del coronavirus. Sono quelle dello chef a tre stelle Pierre Gagnaire, che ha voluto testimoniare il suo supporto morale a tutti coloro che sono a rischio di perdere il lavoro.

Gagnaire ha preso spunto dal racconto di un suo insuccesso professionale, la chiusura del ristorante stellato a Saint-Étienne, dovuta alla mancanza di lavoro. Una esperienza negativa, sfortunata, che ha però poi portato ad una successiva rinascita contraddistinta da gratificazioni ben maggiori rispetto a quelle ottenute in passato, un esempio beneaugurante per tutti gli imprenditori che si dedicato con estrema passione a questa professione.

“Il 12 maggio 1996 ho chiuso il mio ristorante a Saint-Étienne. Perdere tutto è un qualcosa la cui violenza non ha eguali: il sapore delle lacrime riveste ogni cosa, non si può fare a meno di sentirsi in colpa nei confronti della propria brigata, dei fornitori, dei clienti ed anche di te stesso. Oggi quindi penso a tutti coloro che, nonostante il loro grande talento, la loro passione, nonostante la dedizione quotidiana a questo lavoro, saranno probabilmente costretti a chiudere la loro attività, con il cuore a pezzi. Voglio, con questo messaggio, dire a queste persone di non lasciarsi andare, di non arrendersi alla delusione, perché c’è sempre la possibilità di potersi rialzare, sicuramente con l’immancabile fatica: potete farcela perché il nostro lavoro porta gioia e convivialità e tutti ne avranno estremamente bisogno dopo questo assurdo calvario. Abbiate cura di voi e dei vostri cari”.