Musica e cibo: i 10 brani da ascoltare mentre cucinate le vostre ricette preferite

Voi scegliete i vostri 10 piatti essenziali (da una tartare di carne, a una carbonara, un risotto alla milanese, al pollo al forno alle polpette al sugo o una sogliola alla mugnaia, allo sformato o alla tempura, per finire con una crostata o un tiramisu), noi vi suggeriamo 10 brani (o album) che si armonizzano perfettamente col rumore della cucina.

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La Musica

Jacques Attali, nel suo bel libro “L’essenziale. Cosa non ti puoi perdere se vuoi una vita bella, buona e felice” parte dal presupposto apparentemente semplice per cui “Una vita è felice, libera e appagata solo se riusciamo a godere, tra le altre gioie, della possibilità di entrare in contatto il più spesso possibile con i grandi capolavori dell’umanità, beneficiando e rallegrandoci di questo incontro. Inoltre, la frequentazione abituale di libri, film, composizioni musicali e artistiche memorabili, rappresenta un mezzo essenziale per scoprire gli altri, il mondo e se stessi e accedere a nuove dimensioni di felicità e realizzazione”.

Per questo, in un periodo di rinuncia doverosa, si cerca di sopperire l’impossibilità di godere la vita outdoor creando nuovi spazi interni e interiori che non interrompano il flusso positivo delle nostre vite.

Vi stiamo raccontando in questi giorni quali ricette si possono fare a casa, quali vini degustare, quali libri leggere e quali film vedere, non certo per voler essere esaustivi, ma perché crediamo che la cultura gastronomica mai come in questo momento abbia bisogno non solo di parole che la raccontino, ma anche di emozioni che, se non provengono direttamente dalle cucine e dalle tavole dei nostri amati chef, possono arrivare da altri ambiti pur strettamente connessi.

Ecco allora che oggi ci dedichiamo a un altro dei sensi che al cibo forse si collega in maniera meno dirompente, ma che in realtà è un elemento essenziale in un ristorante. Perché è un dato di fatto che non esiste praticamente sala di ristorante in cui non vi sia un sottofondo musicale.

E allora perché non parlare di musica?

Voi scegliete i vostri 10 piatti essenziali (da una tartare di carne, a una carbonara, un risotto alla milanese, al pollo al forno alle polpette al sugo o una sogliola alla mugnaia, allo sformato o alla tempura, per finire con una crostata o un tiramisu), noi vi suggeriamo 10 brani (o album) essenziali che si armonizzano perfettamente col rumore della cucina.

P.S. Vi mettiamo qui di seguito i link da YouTube, i veri audiofili ci perdonino e se possono si dotino di qualità audio migliore, ça va sans dire.

 

1. Yo Yo Ma – The Cello Suites Inspired by Bach

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Il grande violoncellista di origini cinesi interpreta le più famose suite di Bach, con l’eleganza di un solo strumento esplorato in tutto il suo lirismo. Un’atmosfera intima e rilassante, un ascolto ideale anche di buon mattino, quando si accendono i fornelli per lunghe cotture, o ci si predispone a impasti che richiedono riposo, come il pane.

 

2. João Gilberto & Stan Getz – Full Album

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Un album essenziale per apprezzare the voice della bossa nova brasiliana, con voce di vellluto, in piena consonanza con le noti suadenti del sassofono jazz di Stan Getz che ha lanciato la bossa nell’Olimpo della musica mondiale. Un sottofondo perfetto di una mezz’ora, un vero tirami-su.

 

3. Pino Daniele – Nero a metà

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A cinque anni dalla scomparsa di uno dei grandi poeti della musica italiana, un disco che compie 40 anni e che lo ha consacrato sulla scena nazionale e non. Lo sfondo partenopeo con le venature blues, ironicamente malinconiche sono come un raggio di sole che entra dalla finestra a portare la primavera. E con un sottofondo del genere si può cucinare qualunque cosa, purché sia comfort come una pizza o succulento come una parmigiana di melanzane.

 

4. Miles Davis – Kind of blue

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Pietra miliare del jazz, dal 1959 è il capolavoro assoluto di Miles Davis, immancabile nelle discoteche dei veri amanti della musica, ma anche per i neofiti del genere. La tromba di Davis attraversa le emozioni con passo felpato, senza mai stancare. Da tenere a volume alto, per cogliere tutte le sfumature dello straordinario dialogo che le note della tromba creano con gli altri strumenti. E nel frattempo sorseggiare un buon bicchiere di vino (o un cocktail di aperitivo) mentre il brasato finisce dolcemente di cuocere.

 

5. Janis Joplin – Pearl

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Album testamento della signora del rock, uscito nel 1971 praticamente in concomitanza con la sua scomparsa. Struggente, grintosa, ironica, disperata, queste sono tutte le anime di una voce che ancora oggi è il faro di tanta musica contemporanea. Viene voglia di ballare o di sedere in poltrona, in questo album si passa in rassegna una gamma di emozioni che mai come in questo periodo si alternano repentine, e che la Joplin sa toccare con una sensibilità unica. Se si potesse paragonare questo album a un piatto, potrebbe essere uno spaghetto al pomodoro, che in sé racchiude tutto, la dolcezza, l’acidità, l’appagamento, il senso di appartenenza, l’attualità di essere un grande classico che non stanca mai e sa sempre emozionare.

 

6. Maurice Ravel – Bolero

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15 minuti di un motivo che si ripete uguale ma in un crescendo ipnotico. Una composizione del 1928 ideata per la ballerina Ida Rubinstein (da non dimenticare la celeberrima coreografia di Maurice Béjart, interpretata ancora oggi dai più grandi danzatori del mondo), in cui le note si ripetono e in cui a ogni frase si aggiunge un nuovo strumento fino a raggiungere un’intensità sonora esplosiva. Avete mai provato a preparare un risotto durante l’ascolto del Bolero?

 

7. Ryuichi Sakamoto – The Best of

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Uno dei più famosi musicisti giapponesi che ha saputo fondere suggestioni orientali con la modernità della musica elettronica occidentale. Molto registi lo hanno scelto per colonne sonore che spesso hanno superato la fama dei film o l’hanno eguagliata, come nel caso de L’ultimo imperatore, Il piccolo Buddha e Il tè nel deserto di Bertolucci, e Revenant di Inarritu, tanto per citarne alcuni. I suoi brani strumentali narrano di atmosfere intime, e si prestano bene per preparazioni che richiedono cura, e il maneggiare il cibo con amore e grazia.

 

8. Jeff Buckley – Grace

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Primo e unico album datato 1994 di un cantautore americano scomparso troppo presto. Un talento straordinario, un lirismo vocale che è stato di ispirazione per tanta musica di oggi, una voce che sa muoversi tra intimi sussurri e acuti che squarciano, con una potenza rock che è quasi mistica. Un album che metterà d’accordo gli amanti del soul come del rock, e che si predispone bene all’ascolto in una cucina che cerca emozioni senza compromessi, dai sapori forti e dai contrasti accentuati.

 

9. Ennio Morricone & Dulce Pontes – Focus

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Un album che vede la collaborazione tra il nostro Morricone e la stella del nuovo fado portoghese Dulce Pontes. Una antologia dei motivi più famosi del compositore legati a bellissimi film, qui reinterpretati con la potenza espressiva della Pontes, erede della regina del fado Amália Rodrugues. Passionalità è la parola d’ordine di ogni brano, da abbinare quindi a un cibo che ne sia il corrispettivo. Cercate nei vostri ricettari del cuore una ricetta che sia passione da condividere.

 

10. The Rolling Stones – Sticky Fingers

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Un album del 1971 considerato tra i migliori della storia del rock in assoluto, con un’opera d’arte di Andy Warhol in copertina, cosa chiedere di più? Da Wild Horses, a Brown Sugar, un disco che fa ballare, e per riprendere il titolo, fa muovere le dita. Perfettamente per la pasta fresca, da impastare, tagliare o farcire.