La pasta stampata in 3D che arriva dal futuro esiste: si chiama BluRhapsody

Un impasto di semola di grano e acqua per creare affascinanti forme stampate in 3D: è il progetto BluRhapsody, spin off di Barilla, che reinterpreta in concetto di pasta in chiave contemporanea

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La Notizia

La pasta è senza dubbio uno dei simboli della cucina italiana, un alimento che racchiude tradizione, racconti di famiglia, territori e usanze popolari. È un viaggio che attraversa le varie Regioni, da nord a sud e viceversa, trasformandosi in emozioni, gesti ripetuti e quotidianità che disegnano il quadro di culture gastronomiche tanto variegate, quanto affascinanti e gustose.

Difficile immaginare la pasta come qualcosa di diverso da un piatto abbondante che parla di condivisione. Complesso sradicare un concetto dalle radici profonde. Coraggioso guardare oltre provando a concretizzare una idea che si muove verso strade ancora inesplorate. Già, ma non impossibile.

Oggi la pasta ha una nuova dimensione, una diversa e inaspettata interpretazione che si affianca a quella tradizionale, sovvertendo le regole del primo piatto per antonomasia. Si chiama BluRhapsody, progetto rivoluzionario nato come spin off di Barilla, e si pone come via di sperimentazione indipendente nel campo della pasta, portandola a un livello completamente differente rispetto al consueto: esprimendola e realizzandola in 3D.

Il risultato sono piccole creazioni in tre dimensioni preparate con acqua e semola di grano selezionato. A realizzarle, una stampante in 3D. Dietro ogni forma, una accurata e ponderata formula matematica. Incredibile da pensare, ma totalmente reale da vedere, toccare e gustare.

“L’idea di creare questa pasta in 3D è nata circa dieci anni fa da un progetto Barilla, che ha sempre avuto un’anima molto curiosa ed esplorativa – spiega Michela Petronio, Responsabile Blu 1877 ovvero il veicolo di Venture Capital che supporta il progetto – un percorso che si è mosso, e ancora si muove, spinto dalla volontà di capire e analizzare liberamente quale sarà il futuro del cibo, la sua evoluzione oltre la tradizione. Ecco quindi che il progetto ha preso il via grazie a una visione e alla collaborazione con un istituto di ricerca olandese che ci ha aiutato per la parte più propriamente tecnica. Diciamo che è stata una scommessa, quella di capire se fosse possibile creare la pasta con una tecnica diversa. Ci è voluto un anno per costruire la prima stampante 3D funzionante con una miscela di acqua e semola”.

BluRhapsody raccoglie diversi mondi apparentemente lontani tra loro: quello della tecnologia, della matematica, del design e della cucina. Tutti insieme per dare vita a un prodotto che senza dubbio sorprende per il suo aspetto, ma anche per i molteplici utilizzi. Si supera la classicità per portare la concezione di pasta su piani interpretativi non convenzionali.

“Mi ricordo che quando abbiamo iniziato questo progetto, per avviarlo è stato attivato uno dei primi concorsi internazionali mirati a richiamare designer da tutto il mondo, una call fondamentale per raccogliere proposte. La risposta è stata straordinaria. Così abbiamo scelto i disegni più convincenti e studiato la formula matematica utile a realizzarli. Vedere la pasta prendere forma è stato emozionante, ma il momento dell’assaggio lo definirei topico”.

Una rivoluzione ma, come tale, difficoltosa da far comprendere in un mondo dove la molteplicità delle forme presenti nelle varie cucine regionali si fa portatrice di tradizioni riconosciute per la loro forza culturale.

“Qui in Italia – sottolinea Michela Petronionon è mai la forma della pasta a essere messa in discussione, quella è codificata, piuttosto le ricette vengono valutate e modificate. I formati rimangono gli stessi, non deve esistere discussione. Ecco perché la Pasta 3D ha aperto un dibattito nuovo, una modalità di utilizzo contemporaneo”.

L’evoluzione in questo caso non vuole sovrastare il tempo in cui si trova ma viverlo e adattarsi a esso per poi modificarsi con lo stesso ritmo, senza forzature, solo fornendo impulsi creativi alternativi.

“A noi piace pensare che la pasta possa assumere un grande valore. Pochi ingredienti semplici e selezionati capaci di prendere una forma inaspettata, che può evolvere in un territorio inesplorato. Non deve diventare un prodotto adatto a ogni momento e situazione, ma sicuramente mirato alla valorizzazione e ispirazione di questo simbolo culinario italiano”.

La Pasta 3D si propone come monoporzione ricca di gusto e creatività, come finger food e addirittura come dolce, magari glassata e croccante.

L’effetto è senza dubbio “wow” perché semola e acqua prendono le sembianze di un’anfora, di una sfera, di un cesto, ma anche di fiocco di neve, conchiglia e addirittura aragosta. Bocconi da riempire e preparare come fossero piccole opere. Perché a essere interessante è proprio il processo creativo che stimolano in chi ha voglia di osare. A fare la differenza è il condimento, il rapporto che nasce con ogni tipologia di forma scelta, insieme alla consistenza che si desidera ottenere.

“Cambiando la forma cambia il paradigma della pasta – evidenzia la Petronio – Stiamo parlando di un prodotto artigianale e personalizzabile, la cui realizzazione richiede tempo e tanta professionalità”.

Ma a chi si rivolge BluRhapsody?

“Ci rivolgiamo principalmente a due tipologie di target: uno sono gli chef che vogliono sperimentare tanto da rendere la pasta un piatto unico; l’altro sono gli appassionati di cucina che desiderano realizzare cene particolari anche a casa. Per questo abbiamo aperto lo shop online, per permettere a chiunque di acquistare le forme preferite e la quantità di pezzi ideale per cominciare la prova ai fornelli.

Prodotta solo su ordinazione, e disponibile fresca o surgelata, la pasta 3D BluRhapsody è una diversa espressione del concetto di pasta made in Italy. È la veste “chic” di un prodotto che parla la lingua italiana, la nuova forma dell’immaginazione che sfida lo scetticismo e prova a trovare una sua posizione riconoscibile in nel mondo della cucina.

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