Pochi ingredienti sul piatto e molto gusto: Fabrizio Albini fa centro con il ristorante Bianca sul Lago a Oggiono

Un team giovane e dinamico lascia intravedere un futuro roseo per il piccolo hotel a Oggiono, dove qualche suite con vista lago fa da lussuoso contorno a una cucina concreta e che attinge ai prodotti del mercato

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La Storia

Ci voleva una ventata di novità anche per la provincia di Lecco, dopo il recente exploit dei vicini comaschi che ha visto la crescita esponenziale di un’area lacustre forse un po’ troppo bistrattata negli anni passati, ma certamente poco incline a farsi suggestionare dai diversi trend gastronomici in circolazione. Così è arrivata, nelle scorse settimane, l’apertura di Bianca, un immacolato resort, con dieci tra suite e stanze, posizionato sulle rive del lago di Annone, a un tiro di schioppo dal più importante specchio d’acqua del Lario e in una posizione piacevolmente defilata per vivere momenti di assoluto relax a pochi chilometri dalla città.

Un cinque stelle in formato mini, che punta sulla qualità e su un lusso discreto dove si vuole creare un ambiente familiare e accogliente ma al tempo stesso coccolare gli ospiti con dettagli fuori dal comune. Il più evidente di questi è la presenza in otto delle dieci stanze di una personal SPA Starpool che in uno spazio di meno di tre metri quadrati consente a due persone di vivere un percorso di benessere completo, nell’intimità della propria suite tra bagni di vapore, doccia e percorsi sensoriali che contribuiscono a creare una magica esperienza wellness davvero unica. E, se non bastasse, sulle terrazze fronte lago delle tre suite più importanti ci si può anche rilassare in una vasca idromassaggio.

Bianca non è però solo un resort moderno per momenti di piacevole evasione. In realtà cela anche un’anima gastronomica piuttosto vivace grazie alla brillante cucina del cuoco bresciano Fabrizio Albini, classe 1976, ex marchesiano di ferro alla corte del Maestro in quel dell’Albereta e, in seguito, brillante responsabile di diversi ristoranti, non ultimo quello dell’Hotel Cristallo di Cortina d’Ampezzo. Nel suo passato non mancano molti rimandi di vita professionale legata alla sua provincia di origine, in compagnia di cuochi del calibro di Davide Botta e del recentemente scomparso Vittorio Fusari e, stilisticamente parlando, viene da definirlo un creativo con giudizio, che sa equilibrare con gusto un certo rigore a molte suggestioni frutto di un vissuto variegato quanto importante, non solo nelle cucine d’albergo.

Il ristorante si chiama in maniera molto diretta e semplice Bianca sul Lago, e mette in fila una serie di piatti dove la materia prima diventa l’assoluta protagonista. Con la logica di tre o quattro ingredienti al massimo, che caratterizzano ogni preparazione e una buona rappresentazione del gusto italiano passando attraverso le primizie e il territorio. Come dire che, essendo al lago, non possono mancare una trota (con limone, acetosella e oro, in un evidente omaggio marchesiano), un pesce persico o i missoltini (questi però racchiusi delicatamente in un raviolo, con manzo all’olio, reminiscenza franciacortina, e sedano rapa), una bella sequenza di paste, risi e zuppe, e perfino qualche francesismo dettato da una classicità mai abbandonata per strada e, anzi, rispolverata quasi con orgoglio oggi. Ancor più pensando che Bianca è entrato subito a far parte della prestigiosa raccolta di alberghi e ristoranti ducassiani di Les Collectionneurs, proprio da quest’anno.

Le foto sono di Stefano Borghesi

I Piatti

Trota, oro, limone, acetosella

Così arrivano al tavolo, tra gli altri, la Scaloppa di foie gras con cavolo nero, spezie, fior di sale e alloro, il Piccione con mela cotogna e Madeira e la ricchissima e gustosa Royale di lepre con foie gras, tartufo nero e puré. La cucina di Fabrizio Albini riesce a vivere di versatilità pur spingendo sul gusto in maniera sempre decisa e senza compromessi, mettendo in primo piano il prodotto e puntando sulla stagionalità. Un po’ legata alla memoria, se vogliamo, ma anche un po’ sorniona negli accenni modernisti che strizzano l’occhio con qualche contrasto e accostamento azzardato.

Orzotto, verdure, zafferano e tartufo nero
Lumache, radicchio tardivo, erbette e pistacchi

Vedi il caso del Krapfen con cicoria, formaggio e wasabi, o l’esplosione del Freddo glaciale di Eucalipto, litchi, cioccolato bianco e champagne, due degli otto piatti che caratterizzano il menù d’autore più importante e vezzosamente chiamato Fil Blanc.

Calamaro, nasturzio, gamberi e gin

Se Bianca sul Lago rappresenta l’ammiraglia della ristorazione, nella sala adiacente invece si può sostare al Drop, area lounge che funge da cocktail bar con una cucina agile e svelta, dove gustare qualche piatto riconoscibile e pieno di buon senso (il Riso allo zafferano al salto, ad esempio, o i Rigatoni cacio e pepe), oppure dei club sandwich e i lobster roll con patatine fritte, per non parlare di un classico hamburger.

E, magari, lasciarsi consigliare dall’ottimo barman Lorenzo Uberti per un paio di drink come si deve visto che qui la miscelazione non è lasciata al caso e la carta rivela diversi classici e signature. Come nel caso del fresco e frizzante Italico, con Italicus, franciacorta, celery bitter, pompelmo rosa e profumo di rosa o del più deciso e adulto ToTo con whisky, bitter, vermouth riserva rubino, chocolate bitter e toffee nut syrup.

Foto di Stefano Borghesi 

Indirizzo

Bianca sul Lago

Via Dante Alighieri 18 – Oggiono (LC)

Tel. +39 0341.1831110

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