La Milano Sanremo: com’è il tour gastronomico del ciclista in 10 tappe

Senza stellati ma con qualità, perché il ciclista solo apparentemente ha gusti semplici.

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I Ristoranti

Si parte come d’abitudine dalla Chiesa Rossa, quartiere residenziale con l’opzione facile in direzione Pavia, sede della nostra prima tappa, al Lino, che è tante cose, oltre che essere collocato in una bella piazza alberata. Si parte forte, con la possibilità di variare tra bar, bistrot o ristorante. Servizio professionale, carta dei vini originale – ma anche cocktail d’autore – e cucina declinata in molte maniere, a seconda dell’appetito del ciclista.

Vineria Derthona

Seconda tappa Tortona. Si va alla Vineria Derthona, in pieno centro, dove trovare questo locale rustico ma curato. Cucina classica e, come recita l’insegna, ricca di etichette di ogni genere, ma con particolare attenzione al Timorasso, simbolo della rinascita di ogni vino italiano autoctono. Un po’ cambiato negli anni (troppo carico di alcol), ma comunque bandierone di questo spicchio di regione, tra Piemonte e Lombardia con uno sguardo alla Liguria. Da non perdere il salame del Giarolo.

Ristorante Mirepuà
Davì Food Lab

Concedetemi una deviazione dal percorso, tappa alla bollente Acqui Terme, salendo al suggestivo Cascinone Mirepuà di Federico e Gaia. Vista estesa sulle colline circostanti e qualità di servizio e cucina che lasciano il segno. Vini di proprietà e altri degni di questa tavola dove avvicinarsi con fiducia. Snack o piatti importanti, proposti a prezzi di saldo. Ci sarebbe anche un’alternativa, giù in centro, al Davì Food Lab, semplice ma curato, con -di nuovo- un eccellente rapporto qualità prezzo.

Osteria da Pippi
Baciccin du Caru

Rientrando sul percorso originale, a seconda della giornata prescelta, a Masone sicuramente l’Osteria da Pippi, con i suoi vini in magnum e ravioli da incorniciare, ma è poco dopo che appare, scendendo il Turchino, il Baciccin du Caru di Gianni Bruzzone. Il Re del pesto, con divagazioni storiche basate su ricette antiche ma sempre attuali. Piatti commoventi e scelta di vini importanti. Un luogo del cuore sole amore, anche se il clima sul Turchino, lo sappiamo, è spesso crudele, ma non importa. Il cuore e il corpo qui si riscaldano sempre e comunque.

Ristorante Meta

Si comincia a vedere il mare e l’evento va festeggiato in un locale che sfora un po’ questo target. A Celle Ligure c’è il Meta. A piedi o in bicicletta si arriva davanti alla porta. È lungomare anche se dai tavoli sfugge, coperto alla visuale dalla bella passeggiata. Cucina a vista, cucina d’autore, di passione e di sostenibilità. Prezzi delicati, piatti di carattere e servizio di attenzione verso la ventina di coperti previsti. Manca un dehors ma chissà …

Ristorante Nazionale
Ristorante Controcorrente

A Noli. Ma non al Vescovado, perché oggi siamo in modalità nice price, quindi al Nazionale, comunque seguito dallo staff del Vescovado stellato. Sull’Aurelia, in un ambiente fresco a giovane, dove mangiare quello che ti aspetti. Pescato di cattura, verdure fresche, cotture classiche e servizio cortese, prima o dopo una salutare passeggiata sul Lungomare, non dimenticando gli amici del Controcorrente, anche loro all’altezza della definizione migliore del termine “Qualità-Prezzo”

Ristorante Il Sogno di Timi

Arriviamo a Finale, o come definito da Trenitalia : Finale Ligure Marina. Il Sogno di Timi è in pieno centro. Timi compra solo il pesce e i crostacei migliori, e sa trattarli bene. Qui la bottiglia di Champagne è un dovere per onorare una zuppa di pesce, i crostacei grigliati o un pesce al sale, per non dire nulla dei piatti di pasta, che non sanno di pasta ma di mare pulito. Piano B? Timi e Signora, in altro locale prossimo alla spiaggia, gestiscono la miglior pizzeria “alla pala” che esista in Liguria.

Trattoria Matetti

L’elegante Alassio offre molto, ma per rimanere coerente col tema Q/P direi che la Trattoria Matetti sia da prendere in considerazione, anche in funzione di un appetito da ciclisti. Porzioni importanti, piatti gustosi, ambiente semplice, però la sostanza è nel piatto. Alternativa da fighetti milanesi? Il Lamberti, o meglio, visto di cosa stiamo parlando, il Lambertino.

Siamo in dirittura, lanciati già dal Poggio verso l’arrivo. È un po’ diventata la mia mensa di qualità al giusto prezzo. La Porta Verde, in zona pedonale, vicino al Duomo dedicato a San Siro, mentre il patrono è San Romolo ( non esiste nessun San Remo, che si scrive tutto attaccato ), per una cucina d’istinto, minimalista al massimo del termine. Qui viene voglia di aggiungere invece che togliere, e tornare spesso.

Come a casa

Però la lunga pista ciclabile va oltre e non si ferma a Sanremo, ma bensì a Ospedaletti. Appoggiata la bici sarà di buon senso entrare al Come a Casa, da Licia e Piero. Lei abile pasticcera e lui ormai pronto per esercizi culinari sempre più convincenti. Fatto! E adesso sarà dura trovare il coraggio di tornare a Milano da Sanremo