Mondadori punta tutto su “GialloZafferano” e sul digital: ceduti “Sale&Pepe” e “Cucina Moderna”

Con la cessione di cinque testate cartacee a “La Verità”, “Mondadori” con “GialloZafferano”, come punta di diamante, vuole aumentare la sua autorevolezza nel settore digital enogastronomico.

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La Notizia

Da inizio anno, o meglio dal 31 Dicembre 2019, si è concretizzato ed è diventato realtà quello che tra gli operatori del settore si vociferava già da tempo. Dopo la cessione di “Panorama” nel 2018 a “La Verità Srl” di Maurizio Belpietro, da Dicembre 2019 “Mondadori” ha ceduto alla creatura di Belpietro altre cinque testate cartacee. I rumors c’erano già da tempo e sono diventati una certezza alla fine dello scorso ottobre, quando “Mondadori” ha ricevuto un’offerta vincolante da parte de “La Verità S.r.l.”. Una mossa completamente in linea con la filosofia che ha guidato “Mondadori” negli ultimi anni: sfoltire e semplificare il portafoglio cartaceo per concentrarsi sulla multipiattaforma e sul web.

Sede Gruppo Mondadori

In concomitanza con la cessione delle cinque testate cartacee a Belpietro è nata “Mondadori Media” con l’obiettivo di concentrare lo sforzo sui brand del gruppo ad alto potenziale di sviluppo multimediale. Per rendere effettivo questo passaggio di riviste è stata costituita un NewCo “Stile Italia Edizioni” partecipata al 75% da “La Verità” e al 25% da “Mondadori”, quindi sostanzialmente in mano a “La Verità”. Le testate cedute sono “Confidenze”, “ Starbene”, “TuStyle” e soprattutto “Cucina Moderna” e “Sale&Pepe”, due magazine di editoria generalista a tema gastronomico che nel 2018 hanno registrato ricavi per 22,4 milioni di euro.

“Sale&Pepe” testata “storica” avendo visto la sua prima pubblicazione cartacea, la numero zero, nel Settembre 1986 e che nel Novembre dello scorso anno, prima della cessione, ha subito un restyling per renderla più contemporanea sia nella grafica che nei contenuti. “Cucina Moderna”, invece, un po’ più giovane essendo stata fondata a Milano nel 1996 con l’idea di proporre un mensile che spaziasse tra vari temi legati all’alimentazione e alle ricette in chiave pop.

L’obiettivo di “Mondadori Media” nell’ambito gastronomico è quello di concentrarsi sui libri, retail, magazine e lo sviluppo multimediale focalizzandosi, in particolare, sulla punta di diamante “GialloZafferano”. Il brand “GialloZafferano” è stato acquisito da Mondadori già nel 2016 da “Banzai Media Holding” con un esborso di ben 45 milioni di euro. Grazie a questa acquisizione Mondadori già allora era diventata il primo editore digitale in termini di traffico e giro d’affari, aggiungendo i quasi nove milioni di utenti, portati da “Banzai”, ai propri e riuscendo a guadagnare la leadership indiscussa in aree strategiche come food, women e health&wellness.

Il fatto che la punta di diamante di questa nuova strategia societaria di Mondadori sia “GialloZafferano” è la conferma della volontà della società di concentrarsi sul digital. Come è noto, infatti, “GialloZafferano” è il primo mensile italiano ed europeo a nascere da un sito, l’omonimo “Giallozafferano.it” fondato il 6 Giugno 2006 da Sonia Peronaci. Il sito è stato poi acquistato nel 2010 da “Banzai Media Holding” e, dopo che nel 2015 la Peronaci lascia il progetto, Mondadori, come detto prima, lo acquista nel 2016 pubblicando il primo numero cartaceo del mensile il 18 Marzo 2017.

“Mondadori” con quest’ultima mossa si orienta con determinazione a presidiare il panorama digitale e non è escluso l’ampliamento del  progetto “Icon” con la creazione di “Icon Food” o qualcosa di simile per acquisire ancora maggiore autorevolezza nel settore della comunicazione enogastronomica.

”Nei magazine il nostro obiettivo e’ di concentrarci solo su determinati brand leader o ad alto potenziale di sviluppo multipiattaforma in settori per noi strategici come food, entertainment, femminili, salute e scienza. Attorno a questi brand stiamo costruendo un sistema di verticali in grado di essere declinato su tutti i canali, dalla carta agli eventi, dal web ai social network, fino alle tv e agli smart speaker, come già avviene oggi in modo strutturale per “GialloZafferano” e “Focus” , ad esempio e, in parte per “Grazia” e “Donna Moderna” afferma Ernesto Mauri, A.D. del Gruppo Mondadori. Queste decisioni e la linea strategica e imprenditoriale intrapresa da tutto il Gruppo Mondadori preoccupa, non poco, il Cdr (Comitato di Redazione) che in un comunicato afferma: “Una decisione che, dopo la cessione di Panorama nel 2018 comporta un altro drastico taglio del personale giornalistico: saranno infatti una cinquantina i colleghi che lasceranno Palazzo Mondadori. In attesa di verificare puntigliosamente le condizioni di questa cessione il Cdr esprime profonda amarezza per un’operazione che non solo appare come una sconfitta per tutti, ma autorizza e consolida i timori sulle intenzioni della proprietà di attuare, nel futuro, una totale dismissione dell’Area Periodici”.

Nell’idea di Belpietro, invece, queste operazioni mirano ad aumentare le dimensioni della sua società e ad ampliare i segmenti di influenza: “Mi sembra una bella operazione, che punta a far crescere quello che ormai è un gruppo. Infatti, accanto a “La Verità” e “Panorama”, aggiungiamo testate che ci permettono di raggiungere dimensioni di una certa importanza in settori e segmenti interessanti e in crescita, entrando nel mercato con una certa massa critica”.

Questo a dimostrare che, nonostante il difficile periodo, l’editoria cartacea, a differenza di quanto si millantava qualche anno fa, è un settore che non è assolutamente morto, semplicemente necessita di una revisione e, soprattutto, di trovare un nuovo equilibrio tra i costi, un tempo eccessivi, e i ricavi che, seppur ridotti, se ben organizzati possono portare alla sopravvivenza e allo sviluppo di progetti ambiziosi come questo.