I 5 nuovi ristoranti stellati della Toscana: chi sono e perché la Michelin li ha premiati con una stella

Virtuoso, Lunasia, Santa Elisabetta, Gucci Osteria da Massimo Bottura, L’Asinello: i nuovi una Stella Michelin toscani

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I Ristoranti

La Toscana da sempre è una delle mete predilette del Bel Paese per gourmand, foodies o semplici avventori che vogliono deliziare il proprio palato. Con il suo territorio vario e affascinante, sia cittadino che rurale, riesce ad offrire davvero molto in quanto a prodotti tipici e tradizionali ma anche a chi è alla ricerca di sapori o creazioni che osano un pochino o, a volte, molto di più.

A quanto pare la terra di Dante, di Leonardo e di Giotto attrae molto anche i misteriosi ispettori Michelin. Il 6 novembre, al Teatro Municipale di Piacenza, quando è stata presentata la guida Michelin Italia 2020, la Toscana ha sicuramente portato a casa il suo bottino. Ben cinque ristoranti, infatti, per la prima volta sono stati insigniti della desideratissima stella Michelin. In tutta Italia ne sono state assegnate 30 di nuove. Se si considera che le regioni sono 20, si può tranquillamente dire che il bottino è stato davvero grosso.

 

Scopriamo queste 5 novità e cosa dice di esse la guida Michelin:

“Virtuoso” – Tenuta Le Tre Virtù

Inaugurato solo ad Aprile, è la nuova avventura dello Chef fiorentino Antonello Sardi che alla stella era già abituato quando la sua “cucina” era sul Lungarno. “Sentivo il bisogno di cambiare e il progetto di Christian e Valentina, proprietari di una straordinaria tenuta, mi ha conquistato. La voglia di lavorarci mi ha dato grandi motivazioni per questa scelta. Conoscevo il Mugello, un territorio che mi ha sempre attirato per la qualità dei prodotti”. Così diceva lo chef poco prima di iniziare questa nuova avventura che pare proprio aver subito imboccato la strada giusta, avendo ricevuto la prima stella a soli sette mesi dall’apertura di “Virtuoso”. «Grande soddisfazione aver portato la stella Michelin in queste valli che non fanno parte delle principali rotte turistiche, ma possono contare su un’eccezionale quantità di materie prime e piccoli produttori innamorati del cibo» queste le parole di Sardi non appena ricevuto il riconoscimento. Per sottolineare la sua volontà di utilizzare tutti prodotti “Made in Tuscany” e in particolare quelli coltivati e allevati direttamente nel resort ha aggiunto: “Se vogliamo qualità e ingredienti sani senza adulterazioni, non esistono scorciatoie. È un tema importante, di cui per fortuna si parla sempre di più».

La Guida Michelin dice: A pochi chilometri da Firenze, ma già immerso in un contesto bucolico, il ristorante omaggia la Toscana grazie ad uno chef che pur utilizzando tecniche moderne mantiene vivo il legame con i produttori locali; campanilismo espresso anche nella scelta enologica che privilegia etichette regionali – talvolta poco conosciute – sebbene di grande carattere.

Indirizzo: Località Lucigliano, 13, 50037 Scarperia e San Piero FI

 

 

“Lunasia”

Un ritorno, quello della  stella del “Lunasia”, dopo due anni di chiusura per la ristrutturazione del “Hotel Plaza e De Russie”. Due anni di chiusura in cui lo Chef Luca Landi non si è certo fermato, ma ha girato per il mondo collezionando numerose esperienze tra Stati Uniti e Giappone. Esperienze, che a poco tempo dalla riapertura hanno fatto sì, che la stella ricevuta nel 2011 venisse subito riconfermata. La sua una cucina mixa classicità e innovazione, estetica e sapore, colori e profumi che trasformano ogni portata in un’autentica opera d’arte culinaria. Una cucina focalizzata sulla filiera e sul chilometro zero: “Lo scarto per l’estetica è un concetto desueto. Per me la vera emozione è diventare anello di congiunzione tra il cliente e chi magari ha dedicato una vita intera a piccole produzioni di materie prime eccellenti» afferma Landi. Lo chef, oltre ai sapori della sua Toscana, ha una particolare predilezione per il pesce freschissimo del Tirreno, tutti prodotti selezionati seguendo rigorosamente le stagioni.

La Guida Michelin dice: Una cucina che poggia le basi sulla qualità delle materie e sulle minuziose elaborazioni, il tutto con un afflato moderno e creativo. Dopo i recenti ed importanti lavori di ristrutturazione, il ristorante è ritornato ad abitare gli spazi del piano terra, ma la sua nuova raffinata veste non fa rimpiangere la precedente location.

Indirizzo: Viale Daniele Manin, 4, 55049 Viareggio LU

 

Nel firmamento fiorentino invece le nuove stelle sono due: “Santa Elisabetta” e “Gucci Osteria da Massimo Bottura”

“Santa Elisabetta”

Lo Chef Salernitano Rocco De Santis, con una cucina che unisce la sua Campania alla Toscana, è riuscito a far conquistare la prima stella a questo ristorante di appena sette tavoli che si trova nell’affascinante torre bizantina della Pagliazza dell’Hotel Brunelleschi.

De Santis propone piatti minimalisti, essenziali, puri. L’essenzialità è al centro della sua filosofia e di ogni sua creazione che si struttura sempre attorno ad un unico ingrediente protagonista e altri due o tre che fanno, però, solo da sfondo.

I piatti sono caratterizzati da contrasti tra acidità e dolcezza, cotto e crudo, sapidità e leggerezza.

Idee, concetti e tecniche innovativi si uniscono al legame con la sua terra natia la cui influenza è sempre presente.

“Ho un forte legame con le mie origini. La Campania mi ispira con emozione e facilità: il mare, la montagna, i luoghi e le persone si uniscono come ingredienti di una ricetta che vive nei miei piatti. I miei maestri mi hanno trasmesso il grande rispetto per la conoscenza, che metto alla base della creazione e della rielaborazione dei miei piatti di tradizione, volti all’innovazione.

Ovviamente il territorio è un punto di partenza, non certo la mia gabbia” dice De Santis.

La Guida Michelin dice: “La torre della Pagliazza”, probabilmente di origini bizantine, ebbe tante destinazioni; nel dodicesimo secolo fu anche carcere femminile, ma oggi custodisce uno dei più promettenti ristoranti gourmet della città. Cuoco campano, la carta è improntata ad una cucina con evidenti e volute citazioni mediterranee, non priva tuttavia di fantasia ed elaborazione che si concretizzano in belle presentazioni. Tutto, per soli sette tavoli: prenotate subito!

Indirizzo: Piazza Sant’Elisabetta, 3, 50122 Firenze FI

 

“Gucci Osteria da Massimo Bottura”

L’influenza cosmopolita e le numerose e prestigiose esperienze (Noma, Pujol, Central e Osteria Francescana sono solo alcune) della chef di origine messicane Ana Karime Lopez Kondo, sono valse, a meno di due anni dall’apertura, la prima stella Michelin alla” Gucci Osteria Osteria da Massimo Bottura“. Locale situato all’interno del Palazzo della Mercanzia, in Piazza della Signoria nel cuore di Firenze,” Gucci Osteria da Massimo Bottura” propone una cucina che fa respirare un’aria esotica e cosmopolita, ma che non dimentica mai l’Italia e soprattutto Modena. Non potrebbe essere altrimenti in un locale che porta la firma dello Chef Bottura.

La Guida Michelin dice: La cucina dell’istrionico chef Massimo Bottura raggiunge il centro di Firenze e si apre al mondo, con belle citazioni e rielaborazioni di ricette di altri paesi, ma mai dimentica dell’Italia e di Modena in particolare; vivamente consigliata la visita – ai piani superiori – del Gucci Garden, raffinato museo dedicato alla celebre Maison.

Indirizzo: Piazza della Signoria, 10, 50122 Firenze FI

 

“L’Asinello”

“Pochissimi ingredienti ben dosati” è l’imperativo di Senio Venturi, chef de “l’Asinello” di Castelnuovo Berardenga. Lo Chef e la moglie Elsa Bianchini sono riusciti a realizzare il loro sogno: riuscire a guadagnare una stella con un ristorante nato e rimasto piccolo e che non vuole assolutamente distaccarsi dalla tradizione della loro terra, dalla coerenza nel gusto e nei sapori.

La Guida Michelin dice: “All’ingresso di un romantico borgo del Chianti, una simpatica e giovane coppia ha trasformato un’ex stalla in un grazioso e raccolto ristorante. Ai fornelli il marito è fautore di una cucina che evoca i tempi passati, essenziale nella sua concezione di gusto, con pochissimi ingredienti ben dosati. Il servizio è accogliente nella sua semplicità. “L’Asinello”: piccola chicca gastronomica nel panorama della buona cucina italiana!”

Indirizzo: Via Nuova, 6, 53019 Castelnuovo Berardenga SI