La città più stellata del mondo: Tokyo e le dichiarazioni degli ispettori Michelin sui nuovi ristoranti 2 e 3 stelle del 2020

Si rimprovera spesso a Michelin una certa opacità nelle decisioni: a smentirlo arrivano le motivazioni delle promozioni, direttamente dal sito ufficiale della guida.

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I Ristoranti

Sono quattro i ristoranti assurti nell’empireo di Tokyo grazie all’ultima guida Michelin: si tratta di Kadowaki, Ginza Shinohara, Inua e Prisma, tutti promossi a due o addirittura tre stelle. La capitale giapponese, come è noto, è la città più stellata del mondo: dei 464 ristoranti recensiti dalla rossa, ben 226 vantano la stella, 19 dei quali ex novo. Ma 3 esercizi hanno raddoppiato il punteggio e uno ha raggiunto lo zenit.

Si tratta di Kadowaki, ristorante di cucina kappo (che sta per “taglia e cuoci” al bancone) presente in guida con due stelle fin dal 2009; mentre il kaiseki Ginza Shinohara, entrato nel 2018 con una stella, ha raddoppiato al pari di Inua, aperto nel giugno 2018 dallo chef di area Noma Thomas Frebel, e di Prisma, primo due stelle di cucina italiana del paese. Si rimprovera spesso a Michelin una certa opacità nel giudizio, ma questa volta gli ispettori si sono sbottonati, rilasciando qualche dichiarazione in merito alle loro scelte direttamente sul sito della guida michelin.com.

 

KADOWAKI

“I piatti freschi e creativi sono quelli in cui brilla Toshiya Kadowaki. Grazie al suo ricco talento, sono realmente impressionanti. Le combinazioni di ingredienti inusuali, come il pesce ayu alla brace con lattume di ayu salato in estate e il tofu di lattume con fegato di abalone, sono stupefacenti. La specialità di tartufo sul riso riunisce oriente e occidente. Porta un approccio del tutto nuovo al cibo, mantenendo le tradizioni della cucina giapponese”.

 

INUA

“Un ristorante parente del Noma, famoso per la sua innovativa cucina scandinava. Lo chef tedesco, che cura ogni aspetto, ha fatto ricerca e sviluppo nel quartier generale. Sotto il titolo ‘Paesaggi giapponesi e un senso della stagione’ attinge alle materie e alla cultura della fermentazione giapponese. I piatti sono molto creativi, concepiti per stupire. La squadra non ha vincoli di nazionalità, tanto da trasmettere l’impressione che ormai viviamo in tempi senza confini”.

 

GINZA SHINOHARA

“Vi innamorerete di questo posto, non solo per la cucina, ma anche per la cordiale accoglienza da parte dello chef patron. L’hassun (secondo piatto stagionale), con il suo vasto assortimento di elementi comprendente sushi con pickles in salamoia, è presentato in modo da riprodurre una scena rurale. Il ristorante si distingue per l’utilizzo di ingredienti non convenzionali come caviale e granchio cinese del guanto. Il Monaka (dolce giapponese) di foie gras è un piatto signature. Riuscire a prenotare un tavolo non è impresa da poco, quindi preparatevi”.

 

PRISMA

“Lo chef patron non ha eguali come apripista e continua ad evolvere, rendendo omaggio alla tradizione italiana. La sua solidità in tutto, dalla scelta degli ingredienti alla loro preparazione, si manifesta a un livello di perfezione. I piatti stagionali sono semplici ma elaborati. Le specialità sono i tartufi bianchi o i tagliolini con caviale e salsa di vino rosso in autunno e in inverno”.

Fonte: Guida Michelin