Cos’è l’orto verticale: come funziona l’agricoltura del futuro e quali vantaggi permette di ottenere

Si sta diffondendo sempre di più lo sviluppo di una agricoltura verticale che si adatta a contesti urbani e sfrutta l’altezza per massimizzare la quantità di cibo prodotto

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orto verticale
La Notizia

Il mondo della cucina si sta riavvicinando sempre di più a quello di un ritorno alla terra, della campagna e dei prodotti “farm”. Di più, si tratta di una tendenza che sta diventando moda e stile di vita da seguire per diventare più sostenibili e godere del benessere di alimenti naturali.

Da qui un incremento sempre più importante dell’acquisto di materie prime da piccoli produttori, in mercati biologici, ma anche della coltivazione di un orto, sia esso in campagna o città. Oltre all’agricoltura urbana, anche l’agricoltura verticale è diventata un’altra parola d’ordine. Proprio così, anche in città stanno proliferando i cosiddetti “Orti verticali” che sfruttano spazi piccoli per svilupparsi in altezza sia su scaffali, posizionati direttamente uno sopra l’altro, o su unità in crescita sospese su pareti o recinzioni.

Uno degli obiettivi principali di questa variante è quello di massimizzare la quantità di cibo prodotto per metro quadrato di terra. Non a caso, sta guadagnando popolarità a Singapore, dove i dati della Banca mondiale mostrano che meno dell’1% della sua terra è destinata all’uso agricolo e lo spazio a disposizione è carente. Secondo gli studi dell’Autorità Agroalimentare e Veterinaria, nel primo trimestre dello del 2018 erano attive 26 fattorie verticali al coperto, ovvero circa quattro volte di più rispetto al 2016.

 

Come funziona l’agricoltura verticale?

I prodotti vengono coltivati al chiuso durante tutto il corso dell’anno e non sono sensibili alle condizioni meteorologiche, fattore che risulta determinante nella resa finale. Queste realtà eco-compatibili sfruttano la tecnologia e utilizzano risorse come acqua, spazio e suolo. Non solo, le aziende agricole che operano sullo sviluppo verticale delle coltivazioni riducono anche la necessità di forza lavoro, registrando un vantaggio di gestione.

Nell’ambito di queste attività, quelle che producono ortaggi possono essere suddivise in due macro-categorie: idroponica e aeroponica.

La coltura idroponica si riferisce alla crescita di piante senza la presenza di suolo ma, al contrario, in acque ricche di nutrienti. Le piante sono supportate da pannelli e le radici immerse in una soluzione nutritiva arricchita con fosforo, potassio e calcio.

Per quanto riguarda l’aeroponica, le piante vengono coltivate senza terra e pochissima acqua, per arrivare a svilupparsi su una sorta di vapore arricchito con sostanze nutritive spruzzate nel complesso indoor. All’interno di questi sistemi le radici rimangono esposte così da assorbire umidità e nutrienti dell’aria.

Ciò che contraddistingue il risultato dell’orto verticale è la possibilità di ottenere diverse varietà di prodotti tra frutta e verdura, che si riflette nella creatività espressa da alcuni ristoranti che ne fanno uso. Per fare un esempio, il “Labyrinth” di Singapore, 1 Stella Michelin, lavora con un assortimento di micro-verdure ed erbe come la pianta del ghiaccio, i fiori di finocchio, la senape viola al basilico, il crescione di calendula e l’acetosa rossa.