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Marco Sacco è il nuovo chef di Piano 35 a Torino

Cresce ancora la ristorazione della capitale sabauda: dopo Cannavacciuolo e Tesse è il momento di Marco Sacco, alle prese con il rilancio di Piano 35.

C’è un nuovo chef

che si appresta a salire sull’ascensore di Intesa Sanpaolo a Torino. Si tratta di Marco Sacco, bistellato al Piccolo Lago di Verbania, che raggiungerà il suo Piano 35 il 17 settembre. Dopo la partenza col turbo, eppure sfortunata, di Ivan Milani e la parentesi firmata dal secondo Fabio Macrì, chiusasi a maggio, il ristorante più alto d’Italia, amatissimo dai torinesi, alza quindi il tiro verso nuovi traguardi, forte di una location impareggiabile nel grattacielo con serra bioclimatica firmato Renzo Piano.

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L’offerta sarà flessibile: a pranzo una formula bistrot ma diversificata per 4 fasce di prezzo, oscillanti fra 30 e 40 euro, “buona, semplice, bella”; a cena la possibilità di scegliere fra la tradizione piemontese, quella mediterranea e i sapori del resto del mondo, compendiati in menu di 7 piatti a 130 euro (bevande escluse), riducibili a 4. Ma ci sarà spazio anche per colazioni di lavoro, coffre break ed eventi privati al piano superiore e per la mixology al Lounge Bar con Mirco.

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Nonostante le traversie, penso che questo ristorante meriti il successo. Siamo a casa di una banca, con tutte le complessità del caso, ma per fare qualcosa per la città, con progettualità e obiettivi definiti. Innanzitutto, ci sono il format e l’autonomia del ristorante, che deve stare in piedi da solo. Puntiamo ad arrivare a pieno regime a dicembre con una serie di startup. Ci sarà prima una settimana in sordina a inviti, poi l’apertura il 17 alla città. Lavoro al progetto da agosto: per prima cosa ho scelto 3 elementi della vecchia brigata e li ho fatti venire a Verbania per provare le ricette. Io resterò principalmente al Piccolo Lago, ma a fare le mie veci ci sarà Silvestro Zanella, mio secondo da 12 anni, che una volta identificato il futuro resident chef seguirà altri progetti.

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Sul prodotto ho carta bianca. Qualche piatto? Il vitello tonnato che prende l’ascensore e va nelle nuvole con la sua salsa spumeggiante; il gambero rosso in kadaifi con salsa all’arancia e zenzero montata al burro, perché Mediterraneo significa colori; il riso all’aglio nero con ostrica, yogurt e lime, per chi cerca atmosfere internazionali in un grattacielo che potrebbe essere a Londra.

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La cantina era già molto interessante e con il mio sommelier Alessandro Mantovani praticamente non l’abbiamo toccata, ma il prossimo anno andremo a intervenire. Direttore e sommelier restano comunque quelli precedenti, Mirco e Paolo, con l’aggiunta di personale da noi addestrato. Siamo qui per restare a tempo indeterminato, anche se ci siamo presi un momento a dicembre per fare il punto. Ma Torino mi piace da sempre, così come Piano 35. Un ristorante che in un certo senso è agli antipodi del Piccolo Lago. E si sa che gli opposti si attraggono”.

Autrice: Alessandra Meldolesi

 

Ristorante Piano 35

Corso Inghilterra, n 3 – 10121 Torino

Tel. +39 011 438 7800

Sito web

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