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Il ritorno di Pier Giorgio Parini: ha finalmente aperto Benso a Forlí

Ha aperto in sordina lo scorso 8 dicembre Benso, ristorante che segna il ritorno alla cucina di Pier Giorgio Parini dopo un anno e mezzo di stop, seguito all’abbandono del Povero Diavolo di Fausto Fratti a Torriana.

La nuova avventura di Pier Giorgio Parini

lo vede in veste di consulente sui generis per tre soci: Simone Zoli del Don Abbondio di Forlì, la Locanda Appennino di Predappio e il Big Bar di Forlì. I tappi dovevano saltare parecchi mesi fa, a primavera, ma la burocrazia ci ha messo del suo. L’ubicazione infatti è all’interno di un giardinetto pubblico, in uno spazio comunale, cosicché si sono fatte attendere le autorizzazioni del caso. “Ormai da un anno faccio consulenze; a parte Benso, quella che mi occupa di più è per un’azienda di Rimini, Bios Italia, per cui seguo ricerca e sviluppo in tutti i rami, dalla produzione in biologico al ristorante. L’esperienza forlivese mi piace e penso sia destinata a proseguire, perché è una cosa diversa: Benso era ed è rimasto un chiosco, nel senso che non vuole diventare un ristorante come gli altri. Piuttosto si pone come un luogo aperto, inclusivo, identitario, fruibile da tutti senza i costi consueti. In cucina significa cercare di far bene, senza preconcetti; servire piatti buoni, non per questo scontati o universali. Per il momento non ho in testa un ristorante da chef. E di certo Benso non è mio: vive di vita propria, grazie ai ragazzi che ci lavorano ogni giorno, Davide, Matteo e tutti gli altri del gruppo”.

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Con Pier Giorgio da sempre c’è un rapporto di amicizia: ci conosciamo da tantissimo tempo e quando un anno e mezzo fa abbiamo deciso di prendere questi spazi, l’ho subito chiamato, più che altro per avere due dritte su come impostare la cucina, nel senso delle attrezzature”, racconta Zoli. “Ci siamo visti un paio di volte, poi a fine luglio mi ha detto che sarebbe rimasto disoccupato e gli ho chiesto una mano più fattiva, soprattutto nella formazione del personale di cucina. Ma non si tratta di una collaborazione formalizzata, non esiste nemmeno un termine o un numero di passaggi a settimana. Solo l’impegno a far decollare il progetto nel migliore dei modi, rendendo autonomi i cuochi. Poi, proprio come nelle amicizie, ci si può avvicinare per magari allontanarsi e ritornare”.

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Siamo aperti a pranzo e cena, ma ci piacerebbe allargare la fascia oraria alla seconda colazione e con la bella stagione espanderci all’esterno per un servizio pop di aperitivi. L’idea iniziale era quella di un tapas bar, ma con il coinvolgimento di Pier Giorgio abbiamo alzato il tiro, mantenendo il concetto dei piccoli piatti, per un’atmosfera informale e un servizio conviviale, con tanti colori schizzati a centrotavola”. Nel menu sono indicati come “mezze” (porzioni, nel senso degli assaggi e degli antipasti), dal costo compreso fra 7 e 12 euro; poi ci sono i piatti di portata (fra cui tre primi) e i dolci, nonché il Menu Benso, composto di 6 corse pescate dalla carta a 45 euro.

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Si tratta per la precisione di Bietola, kiwi e bottarga, match fra l’acidità del frutto in estrazione, la ferrosità dell’ortaggio sbollentato e la sapidità della conserva di muggine; Carne cruda, fungo e cavolo nero, con la sua piccola tartare, un ragù di champignon e pleurotus, la loro mousse al sifone e cavolo nero essiccato; Uovo, pane e cipolla, sorta di frittata morbidissima stile crema inglese al cucchiaio con guanciale e cipolla brasata, piatto povero ma sontuoso; Passatelli asciutti, cardi, Parmigiano e cipresso, dove il burro aromatizzato al profumo firma dello chef spazza via col suo balsamico il peso della nostalgia; Bestiarium, terrina piastrata composta di coniglio arrosto, stinco di maiale e coda di manzo brasati, servita con purea di mela abbondanza e radicchio rosso brasato; per finire Cremino fritto al sambuco con fava di tonka e vaniglia, su salsa di cachi e aceto di mele.

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In cantina riposano un centinaio di etichette scelte da Zoli: quasi tutte firmate da vignaioli, non solo naturali, non necessariamente romagnole. “Mi sono adattato alle esigenze della cucina, che spinge sui vegetali”. Perché restano protagoniste le verdure, comprate dai contadini del vicinissimo mercato, e la frutta dimenticata di Sonia a Cusercoli.

Autrice: Alessandra Meldolesi

 

Ristorante Benso

Piazza Cavour, 47121 Forlì

Tel. +39 346 116 7238

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