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Guida Michelin Italia 2018: la probabile apertura alle pizzerie. Quali saranno i nuovi ristoranti stellati?

Per il secondo anno consecutivo sarà il Teatro Regio di Parma, il 16 novembre, ad ospitare l’edizione italiana 2018 della più ambita e prestigiosa guida di ristoranti al mondo. La novità potrebbe essere l’apertura alle pizzerie. Ecco alcuni nomi di probabili nuovi ristoranti stellati.

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Anche quest’anno

sarà il suggestivo Teatro Regio di Parma, il 16 novembre, ad ospitare l’edizione italiana 2018 della più ambita e prestigiosa guida di ristoranti al mondo, che nonostante le recenti richieste di rinuncia e insinuazioni varie negli anni, ha superato agevolmente un secolo di vita, mantenendo forte la sua autorevolezza e credibilità.

Come ogni anno, è un susseguirsi di molteplici voci sui probabili nuovi ristoranti stellati, alcuni altri che potrebbero raddoppiare l’ambito riconoscimento e altrettanti pronostici su un possibile nuovo tre stelle.

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Soya Sauce Chicken Rice and Noodle di Chan Hon Meng

Ma la novità più clamorosa, rivoluzionaria, è che la guida Michelin in Italia potrebbe aprire alle pizzerie, come già accaduto in altre nazioni per differenti tipologie ristorative dall’approccio decisamente più “easy”, tra cui le bancarelle di street food a Hong Kong con Hill Street Tai Hwa Pork Noodle e a Singapore con l’oramai celebre Soya Sauce Chicken Rice and Noodle di Chan Hon Meng.

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Pub Wild Honey Inn di Aidan McGrath

E come ugualmente avvenuto in Irlanda nell’edizione 2018, dove a ricevere una stella Michelin è stato il pub Wild Honey Inn del cuoco Aidan McGrath, locale con prezzi popolari e cucina sostanziosa. Perché alla fine ciò che conta, come sottolineato dal direttore della Guida Michelin Italia Sergio Lovrinovich, a fare la differenza è la «performance assoluta del piatto».

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Con tali presupposti, potrebbe esserci quest’anno un’apertura da parte della celebre guida verso i locali che servono la pizza, considerata a tutti gli effetti l’alimento italiano più conosciuto all’estero insieme alla pasta, e di cui il Belpaese è sicuramente il più qualificato ed autorevole esecutore.

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Sono due i nomi che circolano principalmente: quello di Franco Pepe con la sua pizzeria Pepe in Grani a Caiazzo, insieme a Simone Padoan con I Tigli a San Bonifacio in provincia di Verona.

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Tanti invece i pronostici sui ristoranti a cui assegnare per la prima volta la prestigiosa stella.

Ecco alcuni possibili candidati:

  • Bros’ a Lecce di Floriano Pellegrino e Isabella Potì.
  • Rendez-Vous dell’hotel Quisisana a Capri, chef Stefano Mazzone.
  • Monzù dell’hotel Punta Tragara a Capri, chef Luigi Lionetti.
  • Il Flauto di Pan dell’hotel Villa Cimbrone a Ravello, chef Crescenzo Scotti.
  • Tordomatto a Roma di Adriano Baldassarre.
  • Eit dell’hotel Rex a Roma, chef Luigi Nastri.
  • Trippini a Baschi di Paolo Trippini.
  • L’Arcade a Porto San Giorgio di Nikita Sergeev.
  • Caffè Arti e Mestieri a Reggio Emilia di Gianni D’Amato.
  • Massimiliano Poggi con il suo omonimo ristorante a Trebbo.
  • Contrada di Castel Monastero a Castelunovo Berardenga, chef Stelios Sakalis.
  • Giglio a Lucca, chef Lorenzo Stefanini, Benedetto Rullo, Stefano Terigi.
  • SE.STO On Arno dell’hotel The Westin Excelsior a Firenze, chef Matteo Lorenzini.
  • Undicesimo Vineria a Treviso, chef Francesco Brutto.
  • Contraste a Milano, chef Matias Perdomo.
  • Essenza a Milano, chef Eugenio Boer.
  • Wicky’s – Wicuisine Seafood a Milano, chef Wicky Priyan.
  • Daniel a Milano, chef Daniel Canzian.
  • Trussardi alla Scala a Milano, chef Roberto Conti.
  • Materia a Cernobbio, chef Davide Caranchini.
  • Leone Felice de l’Albereta Resort a Erbusco, chef Fabio Abbattista.
  • Dispensa Pani e Vini a Torbiato, chef Marco Acquaroli.
  • Marcelin a Montà, chef Andrea Ferrucci.
  • Osteria Arborina a La Morra, chef Andrea Ribaldone.
  • Franceschetta 58 a Modena, chef Bernardo Paladini.
  • In Viaggio a Bolzano, chef Claudio Melis.
  • Il nuovo All’oro a Roma, Chef Riccardo Di Giacinto.
  • Nove a Villa della Pergola, chef Giorgio Servetto.

 Ristoranti che potrebbero passare da 1 a 2 stelle

  • Imàgo dell’Hotel Hassler a Roma, chef Francesco Apreda.
  • Inkiostro a Parma, chef Terry Giacomello.
  • Del Cambio a Torino, chef Matteo Baronetto.
  • Lido 84 a Gardone Riviera, chef Riccardo Camanini.
  • D’O a Cornaredo, chef Davide Oldani.
  • Berton a Milano, chef Andrea Berton.
  • Lume a Milano, chef Luigi Taglienti.
  • Krèsios a Telese Terme di Giuseppe Iannotti
  • Rossellini’s dell’hotel Palazzo Avino a Ravello, chef Michele Deleo.

Ristoranti tra i quali potrebbe essere scelto un nuovo 3 stelle

  • Mudec a Milano, chef Enrico Bartolini.
  • Ristorante Seta a Milano, chef Antonio Guida.
  • Ristorante St.Hubertus a San Cassiano, chef Norbert Niederkofler.
  • Ristorante Villa Feltrinelli a Gargnano, chef Stefano Baiocco.
  • Uliassi a Senigallia, chef Mauro Uliassi.
  • Danì Maison a Ischia, chef Nino Di Costanzo.
  • Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi, chef Alfonso ed Ernesto Iaccarino.
  • Torre Del Saracino a Vico Equense, chef Gennaro Esposito.

Ovviamente tutte supposizioni che più o meno circolano nell’ambiente degli addetti ai lavori del settore gastronomico. Per le certezze, altro non rimane che aspettare il fatidico 16 novembre al Teatro Regio di Parma.

Ecco tutte le nuove stelle della guida Michelin 2018

Reporter Gourmet – La redazione

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12 pensieri riguardo “Guida Michelin Italia 2018: la probabile apertura alle pizzerie. Quali saranno i nuovi ristoranti stellati?”

  1. Beh se il D’O è in lista per la seconda stella credo che si dovrebbe cominciare a riflettere su quali sono i principi per dare le stelle. Francamente ritengo che sia già piuttosto tirata la prima stella.

  2. Apreda,2a stella,Iaccarino la 3a,ma ad Uliassi la 3a?
    Dai su che le meritano..
    Piuttosto mi aspetterei la 2a stella per Cristina Bowerman.

  3. Mi permetto di sottolineare che la Stube Gourmet di Asiago meriterebbe certamente una stella strameritata. Concordo perfettamente circa la terza stella di Don Alfonso. Elogio per ristorante Seta di Milano. semplicemente fantasico.

  4. Uliassi , don Alfonso è st . Hubertus meritano sicuramente la 3 stella per i loro immancabili pregi a tutto tondo. Sono veramente dei grandi chef. In bocca al lupo hai citati e al loro staff professionale

  5. Da emiliano e conoscitore dei ristoranti della mia zona credo che la stella sia un pò larga ad Arnaldo-Clinica Gastronomica mentre sono perfettamente d’accordo con la seconda stella l’Inkiostro di Terry Giacomello. Locali gtra Piacenza e Modena che si meriterebbero la prima stella secondo me sono l’ Osteria della Peppina di Alseno, il Caffè Arti e Mestieri di Gianni D’Amato (ex Rigoletto)a Reggio Emilia, il Tramezzo (stella tolta l’anno scorso forse per il cambio chef) e Operaviva a Parma.

  6. Confermo la Stube Gourmet ad Asiago, come anche Amistà33 all’interno del Byblos Art Hotel in Valpolicella.

  7. Da emiliana e da chef dico che se la UNA STELLA MICHELIN ( come da citazione della guida) è assegnata per “Prodotti di prima qualità, finezza delle preparazioni, sapori distinti, costanza nella realizzazione dei piatti” nessuno meglio di Arnaldo Clinica Gastronomica incarna tutto questo

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