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Krug Maison de Champagne: lo stretto legame tra viaggio e scoperta

Fondata nel 1843 da Joseph Krug, la maison de Champagne Krug rappresenta da sei generazioni la massima espressione dello Champagne.

Sapori e dintorni - Conad

Quando si nasce

viaggiatori tutto ciò che facciamo assume sfumature legate all’esperienza e al bagaglio che componiamo visitando nuovi luoghi. “Viaggiare è travestirsi da folle, dire “non mi importa”, è voler ritornare. Ritornare apprezzando quel poco, degustando una coppa, è di nuovo provare…”, così scriveva del viaggio Gabriel Garcia Marquez. La natura della specie Krug è un po’ questa, destinata a sperimentare, vivere e conoscere.

Krug Grande CuvÇe 163

vigneto krug

Quando ci si chiede cos’ha di tanto speciale una bottiglia di vino, le risposte possono essere diverse. Di certo non ci si limita alla qualità del contenuto, che certamente rimane l’essenza dell’oggetto. Una bottiglia può divenire speciale per molti o per nessuno, di certo può raccontare qualcosa e trasmetterlo attraverso il suo nome.

Joseph Krug's note book copia

Krug rappresenta un ottimo esempio di quanto detto, è lo stretto legame tra viaggio e scoperta, natura e brama, mantenendo ben salda la strada di casa, quella dell’insegnamento e delle radici.

Joseph Krug

Per i pochi che ancora non lo sapessero Krug è una maison de champagne fondata nel 1843 da Joseph Krug, un viaggiatore, conoscitore, perfezionista, che si mise in testa di creare uno champagne migliore anno dopo anno, senza che le variazioni climatiche stagionali potessero in alcun modo incidere sul risultato finale. Giunse nella francese Reims negli ’40 del XIX secolo e con lui portò la fama di essere un uomo di mondo, un anticonformista e soprattutto un uomo caparbio. Di certo non era un produttore di vino ma poco ci volle prima che potesse raggiungere il suo sogno: offrire la perfezione sotto forma di champagne. La sua perfezione.

Krug cantina

La sensibilità di Joseph maturata in giro per il mondo nel ruolo di corrispondente commerciale della maison Jacquesson et Fils, di cui successivamente divenne socio, sarà parte integrante dell’esistenza della famiglia Krug.

8. 400 wines Tasting Room

Ma cosa voleva dire non sottostare all’arbitrio del caso e produrre uno champagne eccelso di anno in anno? Andare contro natura? No, saperla interpretare dedicando la massima cura alla selezione dei singoli vitigni, così certosina da adoperarsi anche nei cosiddetti jardins, appezzamenti così piccoli da essere definiti “giardini”, gli stessi da cui si ottengono i prodigiosi Krug Clos du Mesnil, uno Chardonnay fuori dal comune allevato nell’omonimo borgo, e il Clos D’Ambonnay in rappresentanza del Pinot Noir.

Krug Grande CuvÇe

Trascendendo dall’idea di annata e dedicandosi alla qualità estrema da mantenere costante di anno in anno, arriva la Cuvée N.1 (commercializzata come Krug Grande Cuvée dal 1979) a dimostrazione del fatto che si, era possibile attuare la volontà di Joseph. La profonda attenzione al carattere del vigneto, il rispetto per l’individualità di ciascun appezzamento e dei suoi vini, la creazione di un’ampia disponibilità di vini riserva di molte annate diverse, permisero di andare ben oltre la nozione stessa di millesimato così da creare ogni anno la massima espressione dello Champagne. Una vittoria contro gli umori alterni del clima e l’incontro speciale di più vini: una “pozione” di 250 vini ottenuti con la vendemmia dell’anno, un mosaico di 150 vini di riserva, per una dozzina in totale, di cui la più vecchia arriva fino a 15 anni di invecchiamento prima che venga composta l’edizione annuale. Il riposo nelle cantine è di almeno sette anni, necessario per definire il profilo vellutato e signorile della Grande Cuvée.

krug bottiglia

Da esperto di numeri divenne ufficialmente un miscelatore provetto in grado di produrre champagne eccelsi senza tempo ma con uno stretto legame nei confronti della natura espressa attraverso le sue bottiglie. Un rapporto indissolubile tramandato fino ad oggi con ben sei etichette: Krug Grande Cuvée, Krug Collection, i millesimati, Krug Rosé e i due Krug Clos du Mesnil e Krug Clos d’Ambonnay.

Olivier Krug

Eric Lebel

È infatti Oliver Krug, affabile rappresentante della sesta generazione, ad esaltare attualmente questa relazione con una squadra di alto profilo che vede lo chef de caves Eric Lebel, guardiano delle riserve della maison dal 1998, e la vulcanica Margareth Henriquez nella figura di presidente e direttore esecutivo.

Krug and Music

Un legame cercato e voluto che prende forma nel Krug World Festival di Reims, l’evento annuale internazionale giunto alla sua sesta edizione, alla base del quale convivono natura, musica, cucina e viaggio. La maison apre le sue porte e presenta il proprio dna trasportando gli ospiti oltre il calice. La natura viene scoperta tramite un percorso a piedi nel bosco adiacente le vigne di Champagne, con le note del pianista jazz Jacky Terrasson nelle orecchie e Krug Rosé 18ème Édition tra le mani. La musica è presentata con le voci e i fiati di prestigiosi artisti come Jacky Terrasson, Silvère Johnson, Lianne La Havas, che hanno impersonificato ognuno con il proprio ritmo l’essenza dell’evento. La cucina altresì affidata all’ingrediente che ogni anno viene scelto dalla maison ed interpretato dal talento dei 18 chef delle Krug Ambassade: nel 2017 l’uovo ha lasciato il posto al fungo, protagonista in “Dal bosco alla forchetta”, il terzo libro della serie che raccoglie le loro ricette pensate per esaltare il connubio tra questo ingrediente e un sorso di Grande Cuvée. Edizione presentata al Mandarin Oriental di Milano dove l’executive chef Antonio Guida ha servito per l’occasione il piatto “Funghi crudi e cotti, polvere di fungo trombetta dei morti e salsa di uva passa”.

11. Wild lunch x Krug RosÇ - food pairing

E infine il viaggio che è alla base di tutto ed è esso stesso l’esperienza che Krug propone come unica via verso il raggiungimento unico di ognuno, qualunque esso sia.

10. Lights on the New Family House

Tutto questo va ben oltre il calice e la bravura di una ben rodata squadra di marketing, il Krug World Festival, come d’altronde ogni singola bottiglia Krug, dimostra che ben poco importa se al naso il sentore di crosta di pane sia più o meno netto della nuance di nocciola, ciò che maggiormente conta è continuare il viaggio senza mai fermarsi, e in questo senso Krug è riuscita nell’impresa più ardua, creare un viaggio unico per ognuno dei suoi estimatori.

Autore: Giovanni Angelucci

 Le fotografie sono di Gil Riego Jr.

 

Krug

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