Categorie L'enoteca del guardiano del faroTag , , , , ,

Domaine Comte Lafon, una grande storia di vini di Borgogna che parte da lontano

Domaine Comte Lafon: a Meursault una grande storia di vini di Borgogna dal 1923.

Sapori e dintorni - Conad

“Un Meursault

di puro terroir non necessita di descrittivi. Un grande Meursault sa solo di Meursault”.

Meursault – Ci metti il naso dentro e non puoi confonderlo. Se il frutto è ben maturo ed è stato vinificato al meglio -e se non ha subito un élevage aggressivo in legno nuovo- un vino di Meursault sarà riconoscibile alla cieca, spietatamente aderente al proprio terroir.

1 Comtes Lafon 3 copia

Passo dopo passo, dalla strada statale andando incontro alla divina collina. Nulla è uguale, parcella dopo parcella, scrutando il terreno, cru dopo cru, giungendo alla sommità della Borgogna più classica, annusando la storia millenaria cistercense attraverso i vini di Meursault, quelli che un tempo erano intesi persino più prestigiosi di un Montrachet o di un Corton Charlemagne.

2 Lafon2

Grande vino, grande tradizione, grandi famiglie che per centinaia di anni hanno perpetuato una tradizione, spesso immutabile, se non migliorando con molta lentezza la tecnologia in cantina, ma tornando alla coltivazione naturale in vigna, quasi per compensazione.

3 copia

Più bio in vigna, più pulizia e tecnologia in cantina. L’ancestrale che incontra il futuro, in un contesto dove il fattore “tempo” è concetto assai relativo. Se non hai un lavoro, un compito o un obiettivo da raggiungere che ci fai nella sonnolenta Meursault? O ti occupi di incarichi legati alla viticultura oppure ci vai per capire, per bere le sfaccettature più autentiche, quelle meno delicate e femminili della Cote de Beaune. Un vino da uomo vero.

4 Montrachet Comtes Lafon

Per le stradine che sanno di agricolo, tra le abitazioni sobrie, ancora contadine, catapultato nel ‘700 con una Delorean tra i trattori. Questa storia parte, per una volta, molto dopo e da molto lontano, dal profondo sud ovest francese, dalle parti di Agen, sicuramente più famosa per le prugne che per l’uva. Da laggiù parti Jules Lafon, per far carriera nell’aministrazione pubblica, ambizione concretizzatasi a Digione nel 1887. Sette anni dopo si sposò con Marie Boch. Attività della famiglia Boch? Negociant des vins a Meursault. Et voilà, un mito sta nascendo.

49 Meursault

Ci sarà ancora tempo prima di pensare alle vigne, intanto Jules lascia da parte l’Amministrazione pubblica per darsi all’attività privata di Avvocato. Più in là, nel 1918, arriva un titolo onorifico che si chiama “Comte pontifical”, ricevuto dalla Santa Sede come ringraziamento allo stesso Jules per aver esentato gli ecclesiastici dal dichiarare le proprie fortune. Diventa persino sindaco di Meursault negli anni ’20 e nel 1931 abbandona ogni incarico dalla Corte d’Appello di Digione, dedicandosi finalmente alle vigne nel frattempo acquisite dalla famiglia e in parte già di proprietà della famiglia Boch, queste:

Héritage Boch

Monthélie (di cui oggi resta ” les Duresses “. Altri climats, come “En la Rue-Chavy “, ” Sous-le-Puits-de-Curty ” poi rivenduti da Pierre e Henri Lafon)

Clos des Chênes, acquisizione di Henri Boch nel 1853

Clos de la Barre e En la Barre

Volnay Champans

Volnay Santenots-du-milieu

Acquisizioni

le Montrachet (nel 1918)

la Goutte d’Or

les Genevrières-dessus

les Perrières

les Volnay Santenots

le Clos des Chênes

una parte di Charmes

Le Successioni

Si sa, i passaggi di successione portano spesso incognite, tanto più che in questo caso non si tratta di famiglie native e consolidate sul territorio da centinaia di anni. Il rischio di perdere un fazzoletto intriso di lacrime e di storia si concretizzò con Pierre ed Henri Lafon, che portarono ben poco alla causa dei grandi vini di Borgogna, anzi, il contrario.

6

Pierre morì giovane, ed Henri pensò di sbarazzarsi del Domaine, ma per nostra fortuna René Lafon (figlio di Pierre) si oppose allo smembramento del Domaine e alla vendita dei vigneti; lasciò Parigi in direzione sud, al capezzale di un Domaine in grande difficoltà.

René Lafon: Dopo il suo intervento determinante per il salvataggio del Domaine Comte Lafon, René riprende il pieno comando delle operazioni a partire dal 1956. Con l’aiuto di mezzadri rimette in sesto i vigneti, ripianta dove necessario e dal 1961 riesce a imbottigliare in proprio l’intera produzione. Progressivamente lascia i suoi interessi e la sua abitazione parigina per stabilirsi definitivamente a Meursault nell’edificio vittoriano di Rue Pierre Joigneaux.

7

Dominique Lafon: il globe trotter dei vini di Meursault prende la successione pratica della gestione del Domaine nel 1984, inizialmente con il fratello Bruno. Dal 1987 rompe progressivamente i contratti di mezzadria e dal 1993 riporta i 13,8 ettari sotto il controllo totale degli impiegati del Domaine. Oggi gli ettari lavorati sono 16,3, ripartiti su quattro comuni e divisi in 15 appellations.

8 026N09197_XXXXX

Meursault Village, Clos de la Barre, Désirée, Charmes, Goutte d’Or,  Porusots, Bouchères, Genevrières, Perrières. Nessun grand cru, perché bizzarramente, nessun terroir di Meursault è mai stato dichiarato tale. Su Volnay abbiamo il Santenots du Milieu, Champans e Clos de Chenes, dove si producono vini rossi di interesse meno significativo rispetto ai bianchi di Meursault. A concludere il percorso un giro su Monthélie, comune defilato dove abbiamo due appellations denominate Le Duresses e Monthélie Blanc. Un unico grand cru imbottigliato al Domaine, il sommo Montrachet dal comune di Chassagne.

9 Comtes Lafon copia

I vini: citare Comte Lafon significa dire Meursault, chardonnay che diventa Meursault. Diversamente da un altro mito del comune –Coche Dury – qui i rossi da pinot noir non sono così espressivi e identificativi. Personalmente di Coche preferisco i rossi, sempre fini, profumati, fruttati al punto di far vibrare nel bicchiere un singolare sentore di succo di lampone fermentato. Persistenza e finezza: una filigrana di caramella di lamponi.

10

Qui, da Dominique Lafon è la vinificazione in bianco (chardonnay ovviamente) a emergere, nonostante qualche annata un po’ troppo carica di colore e poco limpida nel bicchiere (eccesso di batonnage?).

Ma nel complesso è quel savoir faire trovato e mantenuto, quello che rende vivissimi questi vini, che sono tra i più ricercati della denominazione, subendo così una speculazione di mercato rilevante. Nuovi mercati, nuovi ricchi e furbi speculatori hanno fatto diventare la ricerca faticosa e onerosa, ma garantisco, ne vale la pena. Tra i 200 e i 300 euro per un village o un premier cru. Più di 1000 per il Montrachet, spesso molto di più. Versare, guardare, annusare. Restare senza parole, perché ogni descrittivo pertinente o alternativo qui non ha molto senso cercarlo con ostinazione. Quando stappi un Meursault, deve sapere di Meursault, e basta. E quando è straordinario ti deve far vibrare l’ipofisi.

Autore: Roberto Mostini aka Il Guardiano del Faro

 

Domaine des Comtes Lafon

Rue Pierre Joigneaux n 5 –  21190 Meursault, Francia

Tel. +33 3 80 21 22 17

Il sito web

Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Pin on Pinterest0

Un pensiero riguardo “Domaine Comte Lafon, una grande storia di vini di Borgogna che parte da lontano”

Click on a tab to select how you'd like to leave your comment

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *