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Fabbrica Italiana Contadina, la nuova rivoluzione di Oscar Farinetti a Bologna con FICO: ecco le ultime novità

Tutto quello che c'è da sapere su FICO in un'intervista esclusiva a Oscar Farinetti, Enrico Bartolini e Gianpaolo Raschi.

Sapori e dintorni - Conad

I numeri di FICO

8 ettari di estensione, 40 ristoranti e bistrot, 2 milioni di turisti stranieri previsti ogni anno insieme a 2,5 milioni di visitatori italiani, in gran parte studenti e pensionati. Va prendendo numeri e forma FICO, acronimo di Fabbrica Italiana Contadina, il più grande parco tematico dedicato all’agroalimentare nel mondo: una cittadella autarchica dove verranno prodotti ortaggi, carni, formaggi, olio, pasta e birra in fabbriche contadine dedicate.

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Gli stesso ingredienti (quando si dice il km 0) finiranno in gran parte a tavola, passando talvolta su pass prestigiosi. Quello del ristorante di Enrico Bartolini, chef bistellato che dirigerà le danze dei colleghi delle Soste, destinati ad alternarsi in un fitto calendario; come quello dei fratelli Raschi, in partenogenesi da Guido a Rimini. Ma ci saranno anche Pasquale Torrente con la sua friggitoria fumante e una miriade di format, che allargheranno la forbice degli scontrini da 5 a 150 euro. Sono stati tutti arruolati con una formula di partecipazione sugli incassi. Appuntamento il 4 ottobre direttamente a tavola, senza passare per la biglietteria (l’ingresso è gratis).

 

Oscar Farinetti racconta FICO

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“Il numero di sedie è molto importante: circa 2.500, ma in caso di congressi potranno mangiare oltre 3 mila persone in 45 luoghi di ristoro tra ristoranti, chioschi e bar. Eataly World FICO sarà molto ben collegato a tutti i punti della città, oltre che attraverso i mezzi pubblici tradizionali, anche da 7 mega bus elettrici personalizzati, espressamente dedicati solo a FICO, dalla stazione, dalla fiera, dall’aeroporto e dal centro storico. Questi mega pullman entro fine anno saranno 11. Inoltre sarà molto semplice arrivare in auto con uscita dedicata dalla tangenziale e dall’autostrada.

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La città di Bologna è stata scelta per varie ragioni: rappresenta lo snodo ferroviario più importante d’Italia, l’unico in grado di unire nord, sud, est e ovest in breve tempo, dotato anche di un aeroporto comodo e in grande ascesa; è detta la ‘grassa’ poiché è la capitale della regione a maggior numero di prodotti a denominazione di origine e la sua cucina esercita una forte attrazione mondiale; è detta anche la ‘dotta’, poiché ha dato vita alla prima università al mondo, ancora oggi molto importante e tutta la città risente positivamente di questa vocazione culturale. Non so se si tratti di una piazza difficile per la ristorazione (nel nostro caso no, poiché il piccolo Eataly all’Ambasciatori da oltre 8 anni sviluppa più di 150 mila coperti all’anno), ma in ogni caso non sarà un problema poiché l’obiettivo di FICO è quello di attirare visitatori da tutto il mondo. Prevediamo che chiunque verrà a visitare FICO consumerà uno o due pasti.

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Per questo abbiamo allestito 45 luoghi di ristorazione scelti tra il meglio che può offrire la nostra nazione, in modo da rappresentare tutte le formule: dal cibo di strada all’osteria informale, al ristorante più o meno formale. 11 di questi 45 sono emiliano-romagnoli. Oltre a 7 chioschi di cibo da strada (dalla piadina al gnocco fritto) ci saranno 4 ristoranti: Guido di Rimini per il pesce, Amerigo di Savigno per la pasta, Massimo Pezzali per l’Osteria delle Terre Verdiane e Di Pisa + Rosarose per il Ristorante dell’Orto.

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Stimiamo un effetto molto importante per tutta la nazione. Contiamo di portare a Eataly World FICO oltre 2 milioni di turisti stranieri ai quali fare venire voglia di visitare molti altri luoghi della meravigliosa provincia italiana. Per quanto riguarda la città di Bologna siamo convinti di apportare un poderoso incremento di visitatori nel centro, dunque di potenziali clienti per gli altri colleghi ristoratori. E si chiama Eataly World perché resterà unico al mondo”.

 

Il ristorante di Enrico Bartolini

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“Fino ad agosto mancherà qualche tassello, ma abbiamo intenzione di proporre due menu degustazione, da 5 e 8 corse, con i piatti disponibili anche alla carta e poche ricette speciali, composte come piccoli menu, dedicate a temi a noi cari. Capitolo ingredienti, appena FICO sarà pronto sceglieremo i migliori fra i suoi, per poi integrarli in modo da non porre limiti troppo angusti alla cucina. Escluse le bevande, vorrei attestarmi su una fascia di prezzo compresa fra 50 e 80 euro, ma potrebbe oscillare verso l’alto o verso il basso. Ogni anno infine ci saranno 6 occasioni per incontrare i colleghi delle Soste, in modo da integrare la nostra proposta con la loro”.

 

Il ristorante di Giampaolo e Gianluca Raschi

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“Siamo ancora work in progress: qualche anno fa siamo stati contattati da Eataly per la presa in gestione del ristorante di pesce, abbiamo visionato il progetto e aderito subito con entusiasmo; ma per noi è tutto molto nuovo. L’ambientazione sarà vagamente balneare, con i gazebo e la sabbia di contorno, un po’ come a Rimini; per quel che riguarda il menu sarà difficilmente replicabile per le differenze nella materia prima.

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Il pesce infatti arriverà dalla pescheria gestita da un’azienda campana con prodotti provenienti da tutt’Italia. Alcuni piatti però saranno sicuramente ripresi, all’interno di una proposta complessiva meno identitaria e meno incentrata sul pesce povero. Ma non sarà un bistrot: la richiesta è stata quella di un ristorante di qualità, con la fascia di prezzo che questo comporta. A Rimini stiamo già formando i ragazzi che saliranno a Bologna, dove io e mio fratello ci alterneremo cercando di essere sempre presenti. I vini, come da protocollo, saranno tutti italiani, perlopiù attinti dal catalogo di Eataly con eventuali integrazioni”.

Autrice e interviste: Alessandra Meldolesi

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