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Bistecche di formica: i cibi più strani del mondo raccontati in un libro

Un irriverente e curioso compendio di antropologia e storia del cibo, all’insegna del motto che tutto è commestibile.

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Ci vogliono gambe

resistenti, uno zaino in spalla, una grande curiosità e un palato coraggioso per affrontare il viaggio attraverso le pagine di questo volume del Doctor Gourmeta.

Con fare scientifico, da vero antropologo gastronomico, in 10 capitoli – tra loro indipendenti, ma legati dal fil rouge di una lucida analisi culinaria, culturale e sempre molto ironica – si ri-percorre una vasta gamma di alimenti che esulano completamente dalle nostre abitudini e persino dalle stravaganze di certa cucina contemporanea. Dalle alghe, allo sperma di certi pesci, le balene, i distillati di terra, il brodo di sassi, i bulbi, la carne d’orso, fino ai quasi modaioli insetti, si vola da un angolo all’altro del nostro pianeta, ora curiosi – e talvolta invidiosi – di provare certe pietanze, ora decisamente disgustati all’idea che davvero qualcuno possa aver ingurgitato cibi ributtanti senza conseguenze nefaste per il corpo e/o lo spirito.

Foto Dan Kitwood/Getty Images

Ma la risposta a giustificare la scelta di un libro simile arriva subito nella prima pagina: “Sono un professionista della masticazione, anche se a volte quello che mastico può essere ritenuto aberrante o assurdo. Ma assurdo per chi? E perché? Dietro ogni “boccone” ci sono ragioni di pura e atavica sopravvivenza, o tradizioni culturali millenarie che io indago avidamente”.

Ed è proprio questo il vero argomento del libro. Un’indagine costellata di citazioni di saggi antichi, riferimenti a usanze di epoche lontane e popolazioni sconosciute, che Spinelli riesce a dosare ad arte senza mai risultare cattedratico o noioso, grazie alla sua abilità nell’intercalare un linguaggio forbito e un’attitudine divulgativa dai toni a tratti scherzosi, dissacratori. Ogni aneddoto di cui parla è il frutto di viaggi ed esperienze vissute in prima persona, ma anche la sommatoria di anni di studi che gli permettono di fondare la sua speculazione organolettica su una solida base storico-antropologica.

Grande viaggiatore, curioso, onnivoro, spesso stimolato e supportato dall’entusiasmo dei suoi due bambini che cita spesso quali compagni di avventure culinarie, debordante di idee, con grande consapevolezza e umiltà non manca mai di trattare la materia con ironia e autoironia, senza mai porsi come modello da seguire, a smorzare certi toni che potrebbero suscitare un principio di nausea in un lettore poco preparato a esperienze forti.

Foto Cristian Parravicini

L’ultimo capitolo è molto interessante perché propone una riflessione molto seria, ma soprattutto un auspicio che riguarda il futuro dell’umanità: “Questa mia ricerca di cibi rari è specchio di un paradosso più ampio che riguarda milioni di persone. Ossia, l’umanità che non mangia per la stretta sopravvivenza ma per il piacere di mangiare, è divisa tra milioni che si rimpinzano di cibo spazzatura o prodotti di massa da supermercato, senza consapevolezza dell’origine e il valore di ciò che ingurgitano, e delle élite sempre più ampie che scelgono gli alimenti consapevolmente, non perché abbienti ma semplicemente perché interessate alla qualità e ai benefici nutrizionali dei cibi acquistati. Come mediare tra questi due estremi di fasce sociali trasversali? La soluzione potrebbe presentarsi solo quando tutta la popolazione mondiale sarà più consapevole di ciò di cui si nutre. Quando gli uomini capiranno che tutti gli alimenti sulla Terra, chi più chi meno, possono sfoggiare valori organolettici e culturali, perché sfamano e raccontano le storie dei popoli, solo in quel momento vigerà la legge del rispetto e della conoscenza curiosa dell’alimentazione.”

Foto Cristian Parravicini

E il fine ultimo del volume è forse proprio quello di raccontarci la meravigliosa varietà che caratterizza tutti gli abitanti del mondo, una specificità e una diversità che sono una ricchezza, e conoscere ciò che è diverso da noi non può che aprirci la mente. Un libro che vuol essere un messaggio di uguaglianza nella diversità, e un invito al rispetto, che mai come di questi tempi sarebbe opportuno non dimenticare, anche e soprattutto a tavola, dato che siamo ciò che mangiamo.

Foto Cristian Parravicini

Autrice: Sara Favilla

 

Carlo Spinelli “Doctor Gourmeta”

Bistecche di formica e altre storie gastronomiche

Ed. Baldini & Castoldi, 2015, pp. 343, euro 17,00

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