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Bocuse d’Or: Il più prestigioso concorso di cucina del mondo arriva in Italia. Ecco le indiscrezioni

Il Bocuse d’Or arriva in Italia: le anticipazioni sul nuovo presidente e i possibili candidati in vista dell’edizione europea che si svolgerà a Torino.

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Nessun italiano

è mai riuscito a calcarlo, il podio maledetto del Bocuse d’Or. A sfiorarlo fu il solo Paolo Lopriore, premiato per il miglior piatto di pesce nel 1999. La notizia è che quel podio l’11 e il 12 giugno 2018 verrà issato su un palco di Torino, per la prima volta nella storia del più importante concorso di alta cucina del mondo. Proprio nel capoluogo piemontese si svolgeranno infatti le finali europee, cui accederanno i cuochi meglio piazzati delle diverse selezioni continentali. L’assessore alla cultura della regione Piemonte Antonella Parigi sta già accendendo la macchina organizzativa, di concerto con l’Agenzia Sviluppo Piemonte e il Comune di Torino. Gli arrivi previsti sono almeno 5000 fra spettatori e addetti ai lavori, per un totale di 3000 camere d’albergo. Numeri che hanno fatto tramontare l’ipotesi iniziale di ospitare l’evento ad Alba, caldeggiata dal mecenate Bruno Ceretto.

Lo zampino è stato quello di GL Event, multinazionale francese organizzatrice dell’evento che ha in gestione anche Lingotto Fiere, sempre a Torino. Una location che si spera possa portare fortuna, per quanto le ultime edizioni siano state avare di soddisfazioni. Alla finale del trentennale in agenda a Lione per il prossimo mese di gennaio non parteciperà infatti Marco Acquaroli, il cuoco italiano selezionato a gennaio ad Alba, subito eliminato nel girone europeo. Il gap con le altre nazioni è prima di tutto finanziario: nonostante la generosità degli sponsor, mancano nel salvadanaio i finanziamenti pubblici e privati che altrove consentono ai cuochi stranieri di allenarsi anche per cinque anni, sospendendo in certi casi l’attività lavorativa al ristorante. Perché di una “olimpiade”, da preparare ogni giorno, a tutti gli effetti si tratta; c’è chi si avvale perfino di mental coach al fine di mantenere la concentrazione. Fin dalle fasi iniziali il ritiro degli italiani si svolgerà nel castello di Roddi, convertito in “Centro nazionale per la cucina di eccellenza”, a cura di un allenatore che risponde al nome di Luigi Cremona. Sarà la volta buona? Lorenza Vitali, che lo affianca anche in questa avventura, è fiduciosa: “La firma al contratto di partnership è stata apposta oggi alle 15 negli uffici del Lingotto dall’assessore Parigi. C’è anche l’ipotesi di ampliare la manifestazione Gourmet attualmente in corso come una scatola per altro, compresa l’organizzazione europea del Bocuse d’Or. L’intenzione è anche quella di portarvi la Coppa del Mondo di Pasticceria nel suo girone europeo, ma è solo un’ipotesi. Nel frattempo si terrà il Bocuse d’Or Italia, probabilmente ad Alba. Lo sapremo prossimamente”.

Tra i cuochi che potrebbero partecipare ci sarebbe Paolo Griffa, già vincitore del San pellegrino Young chef 2015 che dice: “La Francia è differente, come la Norvegia e i paesi nordici. Noi siamo indietro ma grandi passi avanti stanno venendo fatti e io mi sto prodigando. Per questo ho già fatto diversi viaggi a Lione per incontrare Florent Suplisson, vedere come muovermi e cosa fare per creare un gruppo di lavoro e per fortuna ho incontrato Luciano Tona, un altro cui il progetto sta a cuore. Ho già inviato a Cremona la mia candidatura. Adesso faccio parte del team Bocuse d’Or Australia, dove Dan Arnold il sous chef di Vieira si sta allenando per Lione. Sto imparando tanto per poter affrontare questo concorso e portare il podio in Italia”.

Lo stesso Matteo Lorenzini è tentato dal nuovo quadro generale: “Non dimentichiamo che ho una struttura in grado di sostenere i miei sforzi, una brigata solida e avrei come allenatore Philippe Mille, Bocuse di bronzo nel 2009”.

Non sarà invece della partita Giancarlo Perbellini, presidente italiano per ben 5 edizioni: “È giusto che si trovi qualcun altro e personalmente auspico che a prendere il mio posto sia Enrico Crippa. In questo momento ci sono diversi ragazzi che si trovano in Francia a lavorare, da Yannick Alléno come da Serge Vieira, e sono intenzionati a tentare. Ho sperato fino all’ultimo di vedere un italiano vincitore e quando accadrà sarà solo un bene per tutti. Speriamo che la nuova associazione dei cuochi trovi i fondi necessari dialogando con il governo. Ma già l’organizzazione del Bocuse d’Or ad Alba è stata esemplare e il gruppo piemontese lo sento molto motivato”. Luciano Tona, coordinatore, parla in modo sibillino di un ragazzo in Francia che si allenerebbe già da tre anni. “Ma per essere vincenti ne occorrono 10 e 1 milione di euro”.

Autrice: Alessandra Meldolesi

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