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Dagli Appennini alle Ande: una storia di vino e di vita partita dieci anni fa da Lucca

La storia di Mario Pardini e Iacopo di Bugno, giunti in Argentina nel 2004 per intervistare l’enologo Alberto Antonini, acquistano 35 ettari di vigneto nella zona di Perdriel, ai piedi delle Ande. Comincia così la produzione dei vini Ave.

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Cervelli in fuga.

O, quantomeno, visto che si tratta di proiezioni in Nuovo Mondo, in avanscoperta. E’ questa la straordinaria avventura realizzata da Mario Pardini e Iacopo Di Bugno che, ormai dieci anni fa, hanno deciso di trasferirsi armi e bagagli a Mendoza, in Argentina, per realizzare il loro sogno: produrre un vino di alto livello ai piedi delle Ande. Così è nato Ave, il loro progetto. “Di vita, prima che di tutto il resto”, lo definiscono. Li abbiamo incontrati a Lucca, la loro città natale, dove sono tornati a vivere parte dell’anno, con il proposito di farci raccontare questa esperienza realmente straordinaria, nelle due accezioni del termine.

Come nasce questa avventura tanto particolare?

Mario: “Un po’ per caso. Ho accompagnato Iacopo, mio amico da tutta la vita, che doveva realizzare un viaggio di lavoro da giornalista (a quel tempo lavorava alla RCS Periodici) a Mendoza, la zona vitivinicola più importante d’Argentina. Io, a fine 2004, stavo vivendo a Londra, impiegato in una banca d’affari e mai mi sarei immaginato così rapidamente di lasciare tutto e ritrovarmi dall’altra parte dell’oceano”.

Iacopo: “Nemmeno io. Che, appunto, ero stato assunto a tempo indeterminato da appena un anno dal più grande gruppo editoriale operante in Italia. E proprio grazie a loro che mi hanno spedito in Argentina sulle tracce del famoso enologo italiano Alberto Antonini, che da anni ci lavorava come consulente di varie imprese, che adesso assiste Ave”.

Alberto antonini,

 

L’ENOLOGO TOSCANO, UNO DEI MAESTRI DEL SANGIOVESE DELL’ULTIMA GENERAZIONE È STATO QUINDI IL VOSTRO VOLANO?

Mario: “Certo. Ed è anche il nostro enologo. Io continuo principalmente ad occuparmi di numeri, Iacopo di comunicazione e marketing. Alberto dispone di un’esperienza internazionale, acquisita prestando servizio da anni per aziende di tutto il mondo: dagli Stati Uniti all’Australia, dal Sud Africa al Cile ecc. per non parlare di Italia e, ovviamente, Argentina, appunto, dove opera, pioniere, da quasi un ventennio. Lui è stato fondamentale prima nella nostra scelta, poi nel nostro sviluppo, adesso nella costante crescita del progetto. Ramiro Marquesini, il Presidente di Ave, altro grande protagonista, è stato il suo braccio destro per anni”.

Iacopo: “Alberto, toscano come noi (è nato a Vinci), ha interpretato immediatamente le nostre sensibilità, assistendoci nella realizzazione di vini che raccontassero una storia proveniente dal vecchio Mondo che arriva nel Nuovo. Che poi è la nostra storia a livello personale”.

Proprio questa storia è sempre presente anche a partire dal nome del progetto, ave.

Mario: “Nel senso latino della parola, una sorta di saluto dal Vecchio al Nuovo Mondo e viceversa”.

Iacopo: “In gran parte delle etichette compare il Ponte della Maddalena, già Ponte del Diavolo, uno dei monumenti più importanti del circondario di Lucca, che, nella nostra idea di comunicazione rappresenta anche un ponte ideale tra la terra in cui siamo nati e quella che abbiamo scelto per realizzare un sogno divenuto realtà”.

Com’è stato l’ambientamento in una terra tanto lontana ma allo stesso tempo ricca di radici italiane?

Mario: “Abbiamo vissuto in Argentina permanentemente dal 2005 al 2009, adesso ci trascorriamo tra i sette e gli otto mesi all’anno, suddivisi tra me e Iacopo. Fin dal primo momento ci siamo trovati davvero bene, nonostante che le radici italiane siano ormai presenti soprattutto nei cognomi della gran parte degli argentini e poco più. Sembrerà strano, ma è piuttosto raro trovare qualcuno che parli la nostra lingua o ristoranti italiani di buon livello”.

Iacopo: “L’ambientamento è stato fantastico. Siamo arrivati nel momento giusto, nel 2005, quando il Paese stava recuperando dalla grave crisi che l’aveva investito nel 2001. A trent’anni di età ci siamo trovati travolti da un vero e proprio, magnifico rinascimento, una specie di nostro dopoguerra credo, che ha coinvolto anche il mondo del vino. Solo per fare un esempio perché possiate capire la portata di ciò che abbiamo avuto il privilegio di vivere: nel 2007 più del 70% degli investimenti mondiali nel settore si sono realizzati nella regione di Mendoza, dove, ovviamente, sono anche giunti alcuni degli enologi più rinomati del mondo come gli italiani Antonini, Cipresso, Pagli, Falsini, il francese Michel Rolland, o, ancora, l’americano Paul Hobbes, solo per fare qualche nome tra i moltissimi”.

Parlateci più specificatamente della vostra azienda e dei vini che producete.

Mario: “Abbiamo comprato un vigneto di 35 ettari nella zona di Perdriel, a 20 minuti dalla città di Mendoza, il chilometro di terra considerato il più prestigioso per la produzione di grandi vini in Argentina, in particolare del Malbec, il vitigno più importante. Una sorta di Bolgheri incastonato ai piedi delle Ande. Siamo una di quelle cantine considerate boutique, in quanto maggiormente concentrate sulla qualità piuttosto che sulla quantità”.

Iacopo: “Produciamo intorno alle 200mila bottiglie l’anno, suddivise in 5 differenti vini, di cui tre malbec (Ave Premium Malbec Rosé, Ave Premium Malbec, Ave Gran Riserva Malbec), un cabernet franc (Ave Iulius Caesar) e un cru (Ave Memento), che è un blend di sette differenti uve provenienti da un ettaro di vigneto di 94 anni. Per quello che può valere, otteniamo sempre grandi punteggi da parte delle riviste di settore. Nel 2010, solo per fare un esempio, uno dei nostri vini è stato best buy argentino dell’anno e n.32 del mondo sotto i 20 dollari su Wine Spectator”.

 

Quali sono i mercati in cui commercializzate ave?

Mario: “Canada, Stati Uniti, Messico, Porto Rico, Perù, Brasile, Argentina, Inghilterra, Danimarca, Olanda, Belgio, Norvegia e Italia”.

Iacopo: “Per noi anche solo in Italia rappresentava già di per sé una grande soddisfazione, mai avremo pensato che sarebbe divenuto anche di una certa rilevanza a livello commerciale come invece sta avvenendo. Di questo dobbiamo ringraziare il gran lavoro svolto dal nostro importatore World of Flavours, il più grande distributore specializzato in vini e liquori argentini presente nel nostro paese ed uno dei maggiori in Europa”.

Quali saranno i prossimi progetti e le prospettive dopo dieci anni di argentina?

Mario: “Lo sviluppo naturale del nostro progetto sarà quello di consolidare i mercati, concentrando sempre più gli sforzi sui vini di alta gamma che maggiormente ci rappresentano e contraddistinguono”.

Iacopo: “Il prossimo progetto è sempre quello del primo giorno: non porsi punti di arrivo, se non quelli che determinano, ogni anno, i tempi delle nostre vendemmie.

 

Per il resto e nonostante i non pochi problemi derivanti da una grave crisi interna che nuovamente sta investendo l’Argentina, il sogno è appena cominciato. Non svegliateci, grazie”.

Intervista di Lido Vannucchi a Mario Pardini e Iacopo Di Bugno

AveWines

Callejón Villanueva 423 – Perdriel, Luján de Cujo – Mendoza

Tel:

0054 261 6765003


0054 261 6765003

Mail: [email protected]

 

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