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La croccante dolcezza del Marrone della Valle di Susa Igp

Un prodotto che annuncia l’arrivo dell’autunno, piacevole da gustare sia fresco che sottoposto a cottura o trasformato in squisito dolce.

Sapori e dintorni - Conad

Le prime notizie

della coltivazione dei castagneti da frutto nella Valle di Susa risalgono al 1200. Si parla del “Castagneretum di Templeris”, situato tra i comuni di Villarfocchiardo e San Giorio di Susa, appartenente all’ordine dei Templari, dove ancora oggi vi sono le più antiche ceppaie. E proprio nel medioevo il castagno ebbe un ruolo fondamentale nell’economia garantendo un lavoro ben remunerato grazie alla raccolta, oltreché assicurare un’insostituibile fonte di alimentazione.

Più tardi la sua coltura si diffuse per merito delle istituzioni monastiche, che promossero attivamente la costituzione di estesi castagneti in tutta la Valle di Susa. Esistono vari documenti risalenti alla fine dell’800, che attestano la richiesta di consistenti ordinativi di prodotto da parte di note aziende italiane ed estere.

Le peculiarità del Marrone della Valle di Susa Igp, sono legate alle tipiche condizioni ambientali del territorio, che permettono ai castagneti da frutto di essere particolarmente vigorosi. La zona di produzione è caratterizzata dalla ricchezza di scheletro e sabbia dei suoli, per gli strati rocciosi e la pendenza che influenzano il bilancio idrico della Valle di Susa, oltre alle condizioni climatiche caratterizzate da precipitazioni non molto elevate.

Perché il marrone rispetti le sue ottime caratteristiche è necessario fare tutti gli anni un’accurata pulizia del sottobosco che dev’essere inerbito e periodicamente sfalciato, procedendo all’eliminazione di cespugli, felci e altre piante prima che avvenga la raccolta. Per tali operazioni non è consentito l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi quali i diserbanti. Il periodo di raccolta inizia solitamente intorno al 20 di settembre per concludersi il 10 novembre, e può essere effettuata manualmente o con mezzi meccanici ( macchine raccoglitrici ). Va in ogni caso salvaguardata l’integrità del prodotto, che può essere immesso sul mercato a partire dal 25 settembre dell’anno di produzione. La maggior parte dei marroni viene venduto come prodotto fresco mediante vendita diretta, e solo una piccola percentuale è destinata alla vendita per la trasformazione (marrons glacés o sotto grappa).

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fotografia di Luigi Tanese

Il frutto si ottiene da cinque ecotipi locali indicati con il nome del comune di provenienza (Marrone di San Giorio di Susa, Marrone di Meana di Susa, Marrone di Sant’Antonino di Susa, Marrone di Bruzolo e Marrone di Villar Focchiardo) ed è un prodotto da sempre molto appezzato sul mercato interno ed estero per le sue caratteristiche tipiche: colore e croccantezza della polpa, sapore dolce e profumato e pezzatura medio grossa.

Reporter Gourmet – La redazione

 

Associazione Produttori Marrone della Val Susa

C/o Comunità Montana Bassa

Via Trattenero 15 – 10053 Bussoleno (TO)

Tel: +39 0122 642800

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