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L’ Oustau de Baumanière il Relais et Château più famoso di Francia

E’ stato il primo hotel della famosa catena francese nel 1954. Fondato da Raymond Tuillier, è oggi di proprietà del nipote Jean-André Charial. Dal 2005 la ripartenza in cucina con lo chef pakistano Sylvestre Wahid, genio delle spezie.

Sapori e dintorni - Conad

La grande tradizione,

il senso di appartenenza territoriale; il campanile prima e  il nazionalismo dopo;  il senso del dovere,  il carisma generazionale,  la continuità infinita nei secoli con la priorità “del tramandarsi in famiglia” i segreti dell’artigianato,  i titoli annuali conferiti ai Migliori Operai di Francia, ed infine  la conversione di tutto quanto costruito pazientemente e rimesso finalmente  al giudizio del pubblico.

Il risultato,

 

prevedibilmente concretizzatosi nel conseguente ed inevitabile riconoscimento mondiale del grande lavoro fatto per secoli . Quelle cose che così spesso sono mancate all’alta ristorazione italiana e che hanno invece contribuito sostanzialmente ad apportare tutti quei valori aggiunti all’industria del turismo e del comparto agroalimentare francese, attraverso la continuità nei secoli, sia in cucina che nei vigneti; piccoli

 

mattoni che tutti insieme hanno reso possibile la costruzione dell’ineguagliata grandeur dell’arte dell’ospitalità su tutto il territorio d’oltralpe.

La grandi tradizioni familiari

 

rese note al pubblico grazie allo sviluppo progressivo di comunicazione immaginato da Andrè Michelin ed in seguito

 

alla filosofia Relais & Chateaux,

 

quest’ultima nata

 

nel tardo secondo dopo-guerra per informare i primi agiati turisti su quali fossero le migliori soste sui cammini che collegavano Parigi al sud, verso il Mediterraneo.

In realtà l’associazione nacque nel 1954 sotto la definizione

 

soft

 

di “Relais de Campagne” e

 

solo venti anni dopo divenne più pomposamente rinominata Relais & Chateaux, e i primi associati furono pochissimi , situati

 

in direzione Mediterraneo e

 

in direzione Atlantico, le mete marine dei parigini dal 1954, proprio l’anno in cui arrivarono le tre stelle a le Baux de Provence, in questo che fu il primo R&C.

Ciò rappresentava un modo di viaggiare profondamente

 

diverso dalla concezione turistica all’italiana, e ancora oggi la differenza è evidente. Un concetto saggio e rivelante di un certo savoir vivre identificato sotto l’efficace slogan delle cinque ” C ” :

 

charme, cuisine, courtesie, caractere, calme.

 

Un idea del “ Viaggiare “ che prevedeva lo spostamento durante la mattinata e parte del pomeriggio lungo le affascinanti ma trafficate Statali (pas d’autoroute all’epoque) , e fermarsi nel tardo pomeriggio per una sosta che includeva cena e pernottamento di qualità sotto il medesimo tetto.

Raymond Thullier fu definito l’uomo che visse due volte, intanto perché visse a lungo, oltre i 90 anni, e poi perché verso la metà della sua esistenza, cambiò completamente vita, e da assicuratore divenne chef e albergatore in questo piccolo villaggio provenzale, luogo che con i decenni divenne la meta di milioni di turisti che arrivarono e arrivano tuttora da ogni angolo del pianeta.

Comprò il mas, costruzione tipica provenzale, in mezzo a queste vecchie pietre nel 1940. La guerra ci si mise di mezzo, ma poi, nel 1947 Baumaniére aprì le sue porte al pubblico, e fu già premiato con la prima stella l’anno seguente. Una bella soddisfazione per l’ex assicuratore che cucinava per hobby, a casa sua, per i suoi amici. In sette anni arrivò alla terza stella, che perse solo nel 1990. Da allora, Baumanière mantiene da 23 anni due stelle Michelin, guidato dal nipote di Thullier, Jean-André Charial, che ha variato ed allargato il businnes attraverso diverse attività collaterali.

Vino e olio, ma anche altri due Relais & Chateaux legati al gruppo Baumaniére: La Cabro d’Or, sempre a Les Baux de Provence, e Le Prieuré , vicino ad Avignone.

Il tempo passa anche per Charial, che nel 2005 inserì in cucina lo chef pakistano Sylvestre Wahid, insieme al fratello pasticcere Jonathan, già fattisi notare in grandi cucine di Francia (Thierry Marx e Alain Ducasse), scommettendo su un rilancio ulteriore dell’Oustau de Baumaniére, lanciato nel nuovo millennio con speziature orientali e profumi esotici, che così ben si legano ai profumi provenzali.

Tra le cose migliori non posso dimenticare il granchio in abito di avocado, mela verde, ostrica Cote Bleu, insalata contemporanea e brodetto iodato e speziato; e poi le coscette di rana prezzemolate, i loro polpacci in brodetto di chorizo, su crema di ceci leggermente piccante; due piatti opposti, uno molto fresco, leggero ed esposto sul tema marino iodato, mentre altro più terrestre, più solido, maschio e concentrato. In entrambi vive però la giusta dose di acidità e di speziatura che non li lascia cadere nello stucchevole."

Ma la prima attrattiva di questo ristorante, rimane la formidabile carta dei vini, seguita del sommelier Gilles Ozzelo da oltre 30 anni. Qui si può attingere a profondità di annate inaudite, e ormai pressoché uniche, anche in Francia. 90.000 bottiglie per scendere fino al 1870 e trovare qualche tesoro come lo Château Lafite-Rotschild 1870, o comunque ripercorrere tutto il secolo scorso, viaggiando attraverso i migliori cru dell’esagono.

Non importa quale sia il vostro millesimo preferito o quale sia il vostro anno di nascita. All’Oustau de Baumaniére troverete sicuramente la vostra bottiglia!

Autore: Roberto Mostini alias Il Guardiano del Faro

 

L’ oustau de baumanière

Chemin department 27 – 13520 les baux-de-provence – france

Tel: + 33 (0)4 90 54 33 07

Mail: [email protected]

Il sito web de L’ oustau de Baumanière

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