Categorie Dormire in Europa

Il centenario dell’Hotel Negresco di Nizza, gioiello dell’ ospitalità francese

Impossibile restare immuni dal fascino di questo gioiello dell’ ospitalità francese, dove non si viene per dormire ma per sognare. Un tempio dell'accoglienza inclassificabile, che va anche oltre le regole e le norme di questo tempo.

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Gli anniversari

Sono da poco andati,

già consumati e festeggiati come si può fare solo dentro i grandi palazzi della Costa azzurra. Lei, Madame Jeanne Augier, ne ha solennizzati 90 il 27 Marzo 2013. Lui, l’Hotel "Le Nè",

 

ne ha appena compiuti 100 e ha così fatto cifra tonda prima di Lei, all’inizio di quest’anno.

 

Jeanne Augier e suoi cagnolini, dentro e fuori da questa grande e dolce meringa appoggiata lungo la Promenade des Anglais ha sfidato il tempo e le intemperie di questo e dell’altro secolo, con indubbio successo a ben vedere.

L’inizio fu sfavillante, ma la storia colpì subito il Negresco, trasformato in Ospedale di Guerra durante il primo conflitto mondiale. Il seguito fu come la vita di noi tutti, tra alti e bassi, tra epoche gloriose e altre cupe, fino a raggiungere l’età della saggezza e della completezza, fino ad essere classificato (nel 2003)

 

edificio storico di interesse nazionale.

Ho sempre subito il fascino di questo gioiello dell’ospitalità francese, dove non si viene per dormire ma per sognare.

Dal ricevimento, curato dal voiturier che si occuperà della vostra auto mentre il Portiere vi accompagnerà a far due passi nello splendido salone ricco di opere d’arte (6000 pezzi) per poi rotolare inevitabilmente verso le boiserie del Relais bar dove non sarà raro incontrare Carmen, la gattona rossa, acciambellata su una delle sue poltroncine preferite; questo fino a quando l’affollamento sugli sgabelli prossimi al bancone comincerà ad infastidirla.

Tornare a passeggiare sul magnifico tappeto di Aubusson, sovrastati dal non meno che grandioso lampadario di Baccarat che illumina il Salone Reale, e che pesa non meno di una tonnellata.

Questo ancor prima di fare un passaggio culturale verso i bagni al pian terreno (da vedere), e pranzare a La Rotonde (la Brasserie) o cenare a Le Chanteclair (in abito da sera), ristorante marchiato a fuoco lungo i decenni da maestri dei fornelli quali Jacques Maximin, Dominique Le Stanc, Alain Llorca; tra gli altri che hanno collezionato stelle Michelin come i tanti macarons da mettere in tavola a fine pasto.

Solo un rimpianto per l’elegante Chanteclair, e cioè non aver mai conseguito nella sua lunga storia le tre stelle Michelin.

Una Madame e due cagnolini, ci risiamo, in Francia va così, ma lei non arriva dalla Borgogna come Madame Leroy, bensì ha condiviso la storia di questo luogo partendo dalle sue origini Bretoni. Una Bretone di carattere la etichettano da queste parti, ma non ne ho mai conosciute/conosciuto uno che ne fosse privo, non è questo che fa notizia. La notizia è che in occasione del centenario è uscito anche un libro: La Dame du Negresco. Sottotitolo per i giornalisti di Nice Matin? "La Gardienne du Temple", et voilà che ci risiamo.

Un tempio dell’accoglienza inclassificabile, che va anche oltre le regole e le norme di questo tempo, perché effettivamente difficile da modernizzare oltre il lecito, e cioè evitando di mortificarne la struttura esterna o la storicità degli interni, così legati a momenti che non vanno dimenticati. Il tutto senza diventare un Museo, ma rimanendo vivo e legato alla città, alla gente di qui e d’altrove, testimone di tutte le epoche che si sono succedute in Costa Azzurra, partendo proprio da quel Gennaio 1913.

La Gardienne custodisce il Tempio da quando i genitori acquistarono l’Hotel, nel 1957, e racconta finalmente questo lungo percorso di vite parallele, tra arte, cultura, ospitalità, gastronomia; in sintesi: la Francia che ti aspetti. Inutile elencare tutti i grandi personaggi di ogni epoca che sono venuti fin qui da ogni parte del Mondo.

Facile invece soccombere al fascino del luogo, anche solo per un momento, per un immagine, per un occasione speciale. Nel mio piccolo, oltre ad alcune cene preziose a Le Chanteclair, anche un ricordo forte del momento in cui ho dovuto scegliere un’immagine per la copertina del libro sui vini francesi; foto scattata nel 1958 (un anno dopo che Madame Augier mise piede qui dentro da proprietaria del Negresco) in una Suite che vorrei rivedere oggi.

Chissà se presentandomi da Madame Augier e chiedendo di vedere la Suite che ospitò Brigitte Bardot per lo scatto di Edward Quinn mi sarebbe consentito di rivedere il luogo dove qualcuno, a mia insaputa, e prima che nascessi, stava già lavorando in qualche modo anche per me.

Brigitte, che ha provocatoriamente comunicato nei mesi scorsi di volersene andare anche lei da questa Francia, andarsene in Russia, ma non per i motivi fiscali che hanno sensibilizzato Gégé Depardieu, che siccome tiene cuore italiano non ama pagare le tasse, così come si usa chez nous; lei lo farebbe per motivi diversi, così delusa dagli ultimi governi francesi. Speriamo ci ripensi, simboli come il Negresco o icone come Brigitte sono immagini che sintetizzano universalmente la Grandeur francese.

Autore: Roberto Mostini alias il Guardiano del faro

 

Hotel le negresco

37, promenade des Anglais – 06000 Nizza, Francia

Tel: +33 (0) 4 93 16 64 00

Email:


Info@lenegresco.com


Il sito web dell’ hotel negresco

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