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Chef Duncan Welgemoed e la festa quotidiana ad Adelaide

Un cuoco umile e affabile lontano dal concetto di chefstars. A Duncan piace il proprio lavoro e con il suo ristorante Africola è riuscito a spopolare nell’Australia del Sud proponendo ricette semplici ma con un format vincente. Provare per credere.

Arrivare ad Adelaide,

capitale del South Australia, dopo ventiquattro ore di volo ed avere un tavolo riservato da Africola, può essere la migliore soluzione per contrastare la stanchezza e un jetlag di otto ore. O forse la peggiore per chi è abituato a rintanarsi nella camera d’hotel in cui svenire e resuscitare il giorno successivo. Ovviamente io sono per la prima scelta e dunque ad un paio d’ore dall’atterraggio eccomi seduto, non al tavolo, ma al banco di questo strano ristorante. Di certo non convenzionale come format e lontano dalla normale idea di locale in cui cenare, è definito dallo stesso Duncan Welgemoed (lo chef gigante-buono di cui avremo tempo di parlare) “un bar di un ristorante africano contemporaneo”. Africola è uno dei luoghi più alla moda di Adelaide.

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Appena eletto alla quinta posizione nella Australia’s Top Restaurants, nominato nel 2017 “Ristorante dell’anno” da Adelaide Advertiser e miglior ristorante del South Australia per tre anni consecutivi, è stato descritto dai giudici come “una celebrazione gioiosa della vita e della diversità culturale“. Ed evidentemente arrivati al civico 4 della centrale East Terrace non si può non sorridere sotto il pergolato di viti rampicanti con i tavoli in ferro battuto; ma la sorpresa è lì, oltre la soglia della porta che lascia intravedere i colori e udire la musica. All’ingresso una piccola postazione per smistare le prenotazioni, a sinistra il bancone con una decina di sedute che guardano lo spazio cucina con fiamme vive e una brigata di trentenni che si alternano a lavoro, a destra e nella parte più ampia una quindicina di tavoli organizzati in base al numero di commensali. Luci ovattate a creare il giusto ambient e ricordi sudafricani e del mondo a corredo sulle pareti. Un posto intrigante e in continua trasformazione grazie alla mano del socio James Brown, direttore di Mash design.

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Chef Duncan è un sudafricano che ha deciso di fondere la sua nostalgia per il cibo di casa con uno zelo senza pari per i prodotti di Adelaide e dintorni. La sua storia è diversa dal percorso canonico del “normale” cuoco, basti pensare che non era assolutamente nei suoi piani diventare ciò che è. Tutto nacque durante un viaggio in Europa, in Gran Bretagna, dove entrò per la prima volta in una cucina per necessità economiche (era rimasto letteralmente a secco!). Da quella esperienza il genio che è in lui, coadiuvato da grande passione e da un buon portento, si desta e lo porta a fondare un punto di riferimento ad Adelaide per un pubblico variegato e molto ampio, Africola appunto.

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Qui si ritrovano i giovani alternativi, i creativi, gli amanti del buon vino ma anche i turisti che non possono resistere al richiamo della musa che sa di buone carni e animo da bottiglie di vino punk. Duncan ha il dono di ottenere in cucina sapori selvaggi e senza fronzoli come la testa di mucca arrostita lentamente, scelta da chi vuole divertirsi e far vibrare il palato, o gli ashed peppers with black sauce, i peperoni rossi in pastella di nero di seppia e la citrus salad, con fegato di pollo, timo, scorza di limone, mais e uovo o ancora il peri-peri chicken.

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Definirlo un ristorante sudafricano non è corretto, le influenze delle diverse culture del Sudafrica sono ben presenti ma convivono con quelle del mondo: portoghesi, indiane, malesi, olandesi fino ai forti sapori australiani del bush rintracciati nella parte selvaggia del paese, gli ingredienti nativi che stanno tanto tornando di moda. In lingua inglese la parola bush ha il significato di “arbusti” anche se in italiano può essere tradotta con “entroterra”, quel che si trova nel bush australiano sono eucalipti, cespugli, rovi, bacche e piccoli frutti autoctoni, semi di acacia, carni di emù o wallaby e tutti quei prodotti che comunemente è difficile rintracciare; uno dei cuochi che maggiormente ne fa uso è il famoso Jock Zonfrillo. “Abbiamo un menu sempre all’avanguardia, come le nostre teste, con alcuni punti fermi tipo la cottura sul fuoco vivo e l’uso di vecchi utensili di ristoranti tradizionali, c’è grande enfasi verso le verdure, i frutti di mare e le carni di rosticceria serviti esaltando i loro veri sapori”, dice Welgemoed.

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Le porzioni abbondanti e ben condite di certo riempiono la pancia ma inizialmente è la testa ad essere sfamata osservando la squadra giovane e dinamica a lavoro, le cotture agili che avvengono sotto gli occhi dei clienti e le cameriere che si aggirano tra i tavoli con il sorriso illustrando le varie ricette e servendo una selezione di vini prettamente naturali e provenienti dalle zone vinicole limitrofe.

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In un paese dove non è poi così scontato riuscire a trovare indirizzi in cui vivere un’esperienza enogastronomica valida, o anche solo semplicemente mangiare un paio di piatti ben fatti, onore al merito a chi è riuscito a reinventarsi e a creare il connubio di genuinità e piacere nella forma di ristorante.

Autore: Giovanni Angelucci

 

Africola Restaurant

4 East Tce – 5000 Adelaide, SA

Tel. +61 8 8223 3885

Il sito web

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